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Elezioni 2018: «Chi si impegna per il Disarmo?». Un appello della base veronese

Elezioni 2018: «Chi si impegna per il Disarmo?». Un appello della base veronese

«Chi si impegna per il Disarmo?»: è la pressante domanda che si pongono alcune realtà della base veronese, laica e cattolica, in un appello ai candidati che si sfideranno il 4 marzo prossimo. La preoccupazione nasce dal fatto che nei programmi elettorali dei vari partiti il tema del disarmo è pressoché assente. «Siamo una Comunità di donne e uomini impegnati a costruire la pace, presupposto indispensabile per una politica del bene comune», affermano i primi firmatari (parrocchia di Santa Maria in Stelle, Pax Christi Verona, associazione Monastero del Bene Comune Sezano, GAStelle, Git Banca Etica Verona, Ci.Vi.Vi. e Rete Radié Resch Verona). La Costituzione ripudia la guerra e la Bibbia, al V Comandamento, vieta di uccidere, sottolineano gli estensori, ricordando poi che «la produzione, il commercio e l’uso delle armi svuotano di significato questi imperativi civili e morali». Per questa ragione l'appello invita i candidati alle prossime elezioni politiche a dichiarare il proprio impegno su 7 punti precisi: primo fra tutti, l'adesione dell'Italia al Trattato di Interdizione delle Armi Nucleari, dal momento che «l’Italia nel suo territorio custodisce 70 testate nucleari, minaccia quotidiana di morte per tutti». Secondo, «diminuire la spesa militare italiana, stimata in 64 milioni di euro al giorno e prevista in aumento, a favore di investimenti per le emergenze sociali, la sanità, l’istruzione, il risanamento ambientale». Terzo, «avviare la riconversione delle fabbriche di armi in produzioni civili con piena salvaguardia dell’occupazione». Ancora, i veronesi chiedono di «non investire fondi pubblici nell’economia militare» e di «non intervenire con le Forze Armate “ovunque gli interessi vitali siano minacciati” soprattutto se fuori dai confini nazionali, ma solo se sotto l’egida dell’Onu». Al sesto punto chiedono poi una più stringente attuazione della Legge 185, la quale impedisce la vendita di armi a Paesi coinvolti nei conflitti o che non garantiscono il rispetto dei diritti umani. All'ultimo punto, infine, i firmatari chiedono di «ripristinare la trasparenza nella Relazione annuale al Parlamento prevista dalla legge 185 sulle esportazioni delle armi. La Relazione deve reintrodurre l'elenco di dettaglio delle operazioni bancarie cancellato nel 2008». Qualora i candidati intendessero sottoscrivere l'appello, possono richiedere il file completo e inviarlo firmato all'indirizzo email parrocchiastellesezano@gmail.com. Per adesioni e ulteriori informazioni: cell. 348/6012096.

*  Immagine di AMISOM Public Information, tratta dal sito Flickr, immagine originale e licenza. La foto è stata ritagliata. Le utilizzazioni in difformità dalla licenza potranno essere perseguite

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