Nessun articolo nel carrello

Fermare l’inutile strage. Adesso

Fermare l’inutile strage. Adesso

Dal sito del magistrato Domenico Gallo, in data di oggi.

Dal 24 febbraio la guerra divampa nel teatro ucraino senza che ci sia stato un solo giorno di tregua.

La guerra, come ci ricorda Kelsen, consiste in un omicidio di massa. Da nove mesi ogni giorno vengono compiuti centinaia, se non migliaia di omicidi. Secondo un comunicato di Kiev del 28 novembre dall’inizio del conflitto sono stati uccisi 89.900 soldati russi, nel corso delle ultime 24 ore ne sono stati uccisi 590. E’ molto probabile che analoghe siano state le perdite subite da parte ucraina, mentre, sempre secondo Kiev, sono stati uccisi 441 bambini ucraini. Incommensurabili sono le distruzioni subite dai centri abitati, dalle strutture civili, dagli impianti produttivi. La devastazione ambientale prodotta da milioni di esplosioni, dalla dispersione di metalli nocivi, fra cui l’uranio impoverito, ha già prodotto un danno destinato a durare negli anni, anche dopo la fine del conflitto, e gettare un’ombra di morte sulle future generazioni. Per di più i bombardamenti effettuati nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhia, occupata dai russi, rendono molto concreto il rischio che si possa verificare un nuovo disastro come quello di Cernobil.

La conseguenze negative, economiche, ambientali e sociali della guerra si riflettono su tutto il mondo ed in particolare sulla vita di milioni di cittadini europei. A fronte di questa situazione insostenibile, i governi nazionali ed il Parlamento europeo si sono ciecamente schierati a favore della posizione politica del governo ucraino, che rifiuta ogni forma di negoziato e punta a “vincere” la guerra con la dichiarata intenzione di recuperare quei territori come la Crimea e una parte del Donbass che non controllava più dal 2014. Per raggiungere i propri obiettivi il Governo di Kiev non si accontenta del coinvolgimento della NATO in forma indiretta, tramite il massiccio supporto bellico, l’addestramento, l’aiuto logistico e di intelligence. Secondo il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani, “L’obiettivo dell’Ucraina è quello di coinvolgere la Nato in questa guerra, ed è un obiettivo che l’Ucraina di Zelensky persegue non da sola“. Sul coinvolgimento diretto della Nato, voluto da Kiev, spingono anche la Polonia e i paesi Baltici. Pertanto sul prolungamento del conflitto incombe la minaccia di un’escalation incontrollabile che farebbe precipitare tutti i popoli europei nell’abisso della guerra.

In realtà, la pretesa di ciascuna parte belligerante di “vincere” la guerra è irrealistica ed impossibile. Comporta soltanto il prolungamento di una strage orribile ed insensata, all’interno della quale si sviluppa anche una odiosa guerra civile fra le forze governative ed una parte della popolazione russofona. La eventuale “vittoria” di una parte sull’altra renderebbe impossibile costruire un futuro di pace e di coesistenza pacifica fra i due popoli, che non può essere basata sull’umiliazione o sulla vendetta, bensì deve fondarsi sull’accettazione reciproca e sull’equilibrio degli interessi.  Il Parlamento italiano, con l’approvazione, il 30 novembre, delle mozioni  sul prosieguo della fornitura di armi all’Ucraina, si è arreso alla logica della guerra fino alle estreme conseguenze, legando il nostro destino agli umori dei signori di Kiev.

Invece, oggi più che mai è necessario ripudiare questo linguaggio di guerra. Non possiamo assistere indifferenti: ogni giorno di prolungamento del conflitto, la morte falcia migliaia di vite in più. L’Unione Europea ha deliberato sanzioni gravissime per frenare l’attività bellica della Federazione russa, adesso è giunto il momento di frenare le pulsioni belliciste del governo di Kiev per indurlo al negoziato. La cessazione della guerra non è una questione interna dell’Ucraina, il prolungamento della guerra è un oltraggio all’umanità tutta ed è un disastro per i popoli europei molto più che per gli Stati Uniti.

Per questi motivi occorre disobbedire alle deliberazioni del Parlamento europeo e dissociarci dalle varie dichiarazioni di ostilità emesse dalla NATO e dalla UE nei confronti della Federazione Russa.

Se in questo momento le Cancellerie, appoggiate irresponsabilmente dai Parlamenti, inviano messaggi di ostilità confinando per sempre la Federazione russa nel ruolo del nemico, la società civile deve riaprire i cancelli del dialogo e concepire un progetto capace di andare oltre l’odio con l’intento di riappacificare popoli e nazioni. La pace non può attendere.

*Immagine di Gerd Altman da Pixabay

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

50 anni e oltre

Adista è... ancora più Adista!

A partire dal 2018 Adista ha implementato la sua informazione online. Da allora, ogni giorno sul nostro sito vengono infatti pubblicate nuove notizie e adista.it è ormai diventato a tutti gli effetti un giornale online con tanti contenuti in più oltre alle notizie, ai documenti, agli approfondimenti presenti nelle edizioni cartacee.

Tutto questo... gratis e totalmente disponibile sia per i lettori della rivista che per i visitatori del sito.