"Questo è il mio corpo": il 1° marzo, manifestazione in Spagna delle "donne in rivolta"
"Questo è il mio corpo": è la parola d’ordine con la quale le donne del movimento femminista cattolico "Revuelta de Mujeres en la Iglesia" si riuniranno domenica 1 marzo alle porte della Cattedrale dell'Almudena, a Madrid, e in altre 34 diocesi, nel quadro delle celebrazioni della Giornata internazionale della donna (8 marzo). Lo slogan, che i media di destra definiscono blasfemo, intende aggiungere «un nuovo significato alla frase più sacra dell'Eucaristia per denunciare il controllo della Chiesa sui loro corpi e rivendicare la loro dignità», per «rivendicare con una sola voce la profonda discriminazione e l'invisibilità sistematica che le donne subiscono nelle sue molteplici forme all'interno della Chiesa», per gridare «basta con l'abuso di potere contro il corpo e la vita delle donne».
Alle 13, informa il movimento, una pièce teatrale rappresenterà «i due archetipi di donna in cui la Chiesa ci ha categorizzati per secoli: quello della Vergine Maria, modello di purezza, sottomissione e accondiscendenza, e quello di Eva, peccatrice, seduttrice, anticonformista e disobbediente». «Lo spettacolo denuncerà – si legge in una nota – l'immobilità con cui il patriarcato clericale ci ha gettate nella storia. Noi donne sentiamo che la Chiesa ha soffocato le nostre identità e i nostri corpi e ci ha confinate in questi due modelli opposti: o vergine e santa o Eva e peccatrice».
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