La "Magnifica humanitas" di Leone XIV letta dal direttore di "Aggiornamenti Sociali"
Il direttore di Aggiornamenti Sociali, Giuseppe Riggio, riflette sulla Lettera enciclica Magnifica humanitas di papa Leone XIV in un primo piano del 25 maggio pubblicato sul sito del periodico gesuita.
Magnifica humanitas, pubblicata nel 135° anniversario della Rerum novarum di papa Leone XIII, pone, secondo il direttore, una domanda centrale: come è possibile tutelare la persona umana nell'era della rivoluzione digitale? Il papa non demonizza la tecnologia e non intende promuovere un rifiuto dell’IA, ma si pone il problema di un suo orientamento in senso etico, per far sì che la tecnica rimanga a servizio dell'essere umano.
Alla luce della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, il papa lancia l’allarme sul paradigma tecnocratico e sulle derive di transumanesimo e postumanesimo, che rischiano di ridurre la realtà a ciò che è unicamente misurabile e orientato al profitto. Sottolinea la differenza ontologica tra l'algoritmo e l'essere umano, dove il primo eccelle nel calcolo, mentre il secondo è fatto anche di coscienza morale, corpo, affetti e sapienza relazionale. Secondo Leone, la potenza di calcolo non è mai neutra e, se non è guidata dall’etica, rischia di ingenerare nuove discriminazioni e di minacciare tre ambiti chiave: la verità (vulnerabilità della democrazia e dell'informazione), il lavoro (rischio di spersonalizzazione) e la libertà (controllo sociale tramite dati e dipendenze digitali).
Se inseriti in un orizzonte di sapienza e non di dominio, i sistemi artificiali possono favorire fraternità e giustizia. Il papa rilancia infine il progetto di una "civiltà dell'amore" contro le spinte belliciste, ricordando che anche nel tempo dell'IA il centro della storia resta il volto umano.
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