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Domenico Gallo: la vittoria elettorale a Pistoia, un modello per l’Italia

Domenico Gallo: la vittoria elettorale a Pistoia, un modello per l’Italia

«Quella creata da Capecchi è stata un’alleanza costituzionale, fondata su una visione della democrazia e dei rapporti internazionali e sulla valorizzazione dei beni pubblici repubblicani, a cominciare dall’ambiente e dal lavoro». Questo sommario introduce l'articolo che il magistrato Domenico Gallo ha pubblicato lo stesso giorno (27/5) sul suo sito e su Il Fatto Quotidiano ("L’esempio pacifista che ha trascinato la vittoria a Pistoia"), plaudendo alla vittoria, al primo turno delle elezioni amministrative (24-25 maggio) con il 54,42% dei voti, di Giovanni Capecchi e della sua lista civica. Il neo-sindaco sta lavorando a «una giunta che non sia semplicemente rappresentazione dei partiti, ma che sia una una squadra di persone capaci perché il le cose da fare ora per 5 anni sono tantissime», ha dichiarato a NovaRadio. Un modello - sia nel percorso elettorale sia nel governo cittadino - che secondo Gallo sarebbe buona cosa riprodurre a livello nazionale. Di seguito il suo articolo.

La conquista del Comune di Pistoia, strappato alla destra dopo nove anni e due amministrazioni a guida Fratelli d’Italia, è un evento che va oltre la mera dimensione locale. La coalizione costruita da e intorno al candidato sindaco Giovanni Capecchi rappresenta un modello esemplare di organizzazione politica e di contenuti valido per l’Italia.

Giovanni Capecchi è un candidato civico, una personalità indipendente che riassume competenza e passione politica democratica. La sua candidatura è nata da una mobilitazione di base di associazioni civiche e di volontariato attive nel mondo cattolico e nella sinistra, di intellettuali, di movimenti di studenti e insegnanti per la pace. Questa mobilitazione è stata accolta con freddezza da alcune forze politiche e il Pd locale gli ha contrapposto una propria candidata sindaca. Le primarie di coalizione, svoltesi il 12 aprile, hanno visto la netta prevalenza di Capecchi, sostenuto dall’entusiasmo di tanti giovani e meno giovani, nel quadro di una forte partecipazione popolare.

Le primarie sono state un momento importante per dinamizzare l’elettorato di centrosinistra in vista del voto; non hanno creato fratture ma hanno rinsaldato la coalizione segnando il definitivo recesso del Pd da quella politica di chiusura a sinistra che nel 2022, anche a Pistoia, aveva impedito il formarsi di una coalizione democratica per battere la destra. Il risultato fu che la candidata sindaco del Pd (di area renziana) nel 2022 ottenne solo 11.107 voti (28,3%), a fronte dei 22.230 voti (54,43%) ottenuti oggi da Capecchi. Non si è trattato di un risultato scontato, la coalizione creata da Capecchi non è stata una semplice sommatoria di offerte politiche differenti ma un’alleanza con un cuore e un’anima.

La candidata sindaco di Fratelli d’Italia, Anna Maria Celesti, sconfitta, ha qualificato come “ideologico” il voto di Pistoia. In un certo senso ha colto nel segno, la destra è stata sconfitta perché la mobilitazione popolare, che ha trainato il voto per Capecchi, è stata animata da una dimensione di senso e da una scelta di valori. Superficialmente i giornali hanno parlato di campo largo o larghissimo, in realtà quella creata da Capecchi è stata un’alleanza costituzionale, fondata su una visione della democrazia e dei rapporti internazionali e sulla valorizzazione dei beni pubblici repubblicani, a cominciare dall’ambiente e dal lavoro.

Il merito di Capecchi è di aver saputo coniugare la capacità di pensare globalmente e di agire localmente. Capecchi ha messo a frutto il suo impegno nella campagna per il No al referendum costituzionale, la sua vicinanza ai movimenti di denuncia del genocidio a Gaza e di solidarietà con la Palestina, che hanno coinvolto un numero crescente di giovani, ed ha fatto capire che la lotta per la pace è interesse specifico di ogni comunità locale.

Per la sua formazione culturale Capecchi sindaco può far svolgere alla città di Pistoia un ruolo trainante nella costruzione del dialogo fra le città, che la politica ha inserito in campi nemici, seguendo il sentiero di Giorgio La Pira, che, come sindaco di Firenze, – in un’epoca di fortissima contrapposizione politica, ideologica e militare fra blocchi contrapposti – fu capace di rompere i muri dell’ostilità e dell’incomprensione e far dialogare le città nemiche nella prospettiva dell’interesse superiore dell’umanità.

Gli strateghi del centrosinistra prendano esempio dall’esperienza di Pistoia. Le elezioni non si vincono al centro, si vincono se si motivano i cittadini al voto, se si offre una visione del futuro che abbia un saldo ancoraggio ai valori di pace, di giustizia sociale, di democrazia e di libertà che la Costituzione ha consegnato al popolo italiano.

 L’esempio pacifista che ha trascinato la vittoria a Pistoia)

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