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Otto per mille: la Camera approva le modifiche alle Intese con valdesi e Assemblee di Dio

Otto per mille: la Camera approva le modifiche alle Intese con valdesi e Assemblee di Dio

ROMA-ADISTA. La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità le modifiche alle Intese tra lo Stato e la Chiesa evangelica valdese e tra lo Stato e le Assemblee di Dio in Italia (Adi), ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione. Per le Adi, le modifiche consentiranno la partecipazione alla ripartizione delle quote non espresse dell’8x1000 e un utilizzo più ampio delle risorse per finalità umanitarie e culturali. Per la Chiesa valdese sarà possibile l’ampliamento della platea degli enti senza fini di lucro potenzialmente beneficiari dei fondi dell’8x1000, confermandone la destinazione esclusiva a progetti sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

La moderatora della Tavola valdese, diacona Alessandra Trotta, ha dichiarato: «Ritengo importante che nel dibattito parlamentare che ha concluso ieri l’iter di attuazione di questa piccola modifica dell'Intesa che, nel 1993, ha regolamentato l'accesso della nostra Chiesa al sistema dell'Otto per mille, sia stato colto e apprezzato lo spirito di allargamento delle opportunità in favore del bene comune che l’ha ispirata. Ne ricaviamo un incoraggiamento a una sempre più forte e trasparente responsabilità sociale nell’uso dei fondi dell’Otto per mille che centinaia di migliaia di contribuenti ci affidano ogni anno con fiducia e che, come noto, sono interamente destinati alla realizzazione di interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.»

Il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), pastore Daniele Garrone, da parte sua, ha aggiunto: «Il consenso unanime all’approvazione delle modifiche ci sembra un segnale confortante di orientamento alla Costituzione. Come Fcei, siamo da sempre impegnati affinché la libertà religiosa sia pienamente e ugualmente garantita per tutti; per questo ci ha rallegrato il fatto che alcune dichiarazioni di voto abbiano richiamato la necessità di giungere quanto prima all’approvazione di una legge organica sulla libertà religiosa che superi le ricadute della Legge sui culti ammessi del 1929 a cui sono ancora esposte alcune confessioni. È una richiesta che avanziamo da tempo. Partecipiamo al discorso pubblico eredi di una lunga tradizione di democrazia, di battaglie per le uguali libertà di tutti, di partecipazione e di responsabilità civile, pur nell’esiguità dei nostri numeri».

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