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P. Zanotelli: contro l’«orgia del potere» le “armi” della critica e della disobbedienza

P. Zanotelli: contro l’«orgia del potere» le “armi” della critica e della disobbedienza

Sul numero di Nigrizia di marzo, nella rubrica delle lettere a p. Alex Zanotelli – dal titolo “Fermoposta Alex” – la lettrice Paola Cossu pone all’attenzione del missionario comboniano il caso degli scandali emersi dagli Epstein Files, denunciando un terribile «girone dantesco di violenza sui minori e potere» e chiedendosi «come facciamo a non farci prendere dallo sconforto».

P. Alex replica puntando il dito contro l’«orgia del potere» che divora impunemente tutto, anche la dignità dei minori. Secondo il missionario è credibile l’ipotesi di un sistema architettato da Epstein e dai servizi segreti israeliani per ricattare i potenti di mezzo mondo: «L’orgia del sesso serviva all’orgia del potere».

Il potere oggi distrugge, uccide, violenta e, soprattutto mente e prende in giro interi popoli. «I potenti – scrive p. Alex alla lettrice che l’ha interpellato – oggi sono diventati ultra potenti. Sono armati fino ai denti, a esempio con la bomba atomica. Ma soprattutto, sono armati dai nuovi poteri del web e dell’intelligenza artificiale».

Che fare allora per resistere e non cadere nello sconforto? «Il nostro compito oggi è proprio questo: sfidare questo sistema. Uno sforzo che richiede innanzitutto una capacità critica di lettura della realtà. E poi il coraggio di scendere in piazza a protestare contro questo sistema di potere che ci sta portando al disastro: nucleare e ambientale. Ma non basta ancora. Dobbiamo avere il coraggio di azioni di disobbedienza civile, pagando di persona il nostro impegno».

Lettura critica della realtà e disobbedienza civile: secondo il comboniano «è quanto ci ha insegnato Gesù e quanto stanno facendo i giovani di organizzazioni come Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, che vengono spesso denunciati o arrestati per il loro attivismo, fermo ma nonviolento. Sono questi gli esempi che dobbiamo seguire, credenti e non, ma soprattutto le comunità cristiane. Se vogliamo salvarci, dobbiamo davvero darci una mossa».

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