Pace, diritti, Costituzione: le parole d’ordine per festeggiare gli 80 anni della Repubblica
In occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica che ripudia la guerra, Rete italiana Pace Disarmo e Sbilanciamoci! lanciano la proposta “La nostra Repubblica della Pace”, con l’idea di promuovere cento iniziative popolari – tra assemblee, manifestazioni, flash mob, volantinaggi, biciclettate, marce per la pace, letture della Costituzione e presidi nei territori – nei giorni precedenti l’80 anniversario della Repubblica italiana.
«Il 2 giugno 1946 gli italiani e per la prima volta le italiane votarono per eleggere l’Assemblea Costituente, che scrisse una delle Costituzioni più avanzate, sotto il profilo democratico, pacifista e sociale, del mondo», ricordano i promotori dell’iniziativa in una nota diramata il 20 aprile. «Contemporaneamente gli italiani e le italiane decisero di liberarsi, nel referendum istituzionale che si tenne lo stesso giorno, del Re e della monarchia dei Savoia, che avevano trascinato l’Italia in due guerre mondiali, in diverse spedizioni coloniali, nel fascismo e nella vergogna delle leggi razziali». In quel giorno, una grandissima partecipazione di popolo chiese a gran voce di voltare pagina: «Mai più sovrani autoritari, mai più fascismo, mai più guerre». Secondo Sbilanciamoci! e RiPD i costituenti hanno formulato la frase «l’Italia ripudia la guerra» con l’intento chiaro di segnare una svolta storica, indicando un prima («il ricorso alla guerra era subito dal popolo») e un dopo («la guerra doveva essere messa fuori dalla storia» della Repubblica nata dalla Resistenza).
Da allora sono passati 80 anni, nel corso dei quali i governi di tutti i colori che si sosno succeduti hanno tradito la Costituzione «trascinando l’Italia in guerre mascherate sotto il termine “umanitario” o di “pace”, giustificando le politiche di riarmo come necessarie alla sicurezza comune, impedendo che il diritto al lavoro, all’abitare, alla salute, all’istruzione potessero interamente realizzarsi nel solco di una reale giustizia ed eguaglianza sociale».
Sebbene calpestata, «la Costituzione è rimasta però come garanzia per i più deboli, come baluardo della democrazia e della partecipazione, come linfa vitale del conflitto e dell’emancipazione sociale, come baluardo di civiltà ad un mondo e a politiche sempre più piegate alla barbarie e all’autoritarismo». L’attaccamento del popolo italiano alla sua Carta lo ha dimostrato, recentemente, «la vittoria dei NO al referendum per mettere sotto il controllo dell’esecutivo la magistratura». La Costituzione resta, affermano le due organizzazioni, «un punto di riferimento irrinunciabile». In quell’occasione è stato determinante il contributo dei giovani, molti dei quali per la prima volta al voto, che le organizzazioni chiamano «generazione Gaza», che chiedono non di manomettere la Costituzione, bensì di attuarla alla lettera. «La Costituzione, come diceva Calamandrei è il nostro “programma politico”», spiegano RiPD e Sbilanciamoci!: «Il diritto al lavoro, e la sicurezza sul posto del lavoro, e il rifiuto della precarietà, la lotta alle diseguaglianze e alla povertà, la parità di genere, la tutela dell’ambiente e del paesaggio insieme al diritto all’istruzione, alla salute, alla casa, all’assistenza sociale, i diritti e l’accoglienza dei migranti sono i punti fondamentali su cui costruire un’economia diversa fondata sulla pace, la sostenibilità, i diritti».
Le organizzazioni firmatarie chiamano la società civile organizzata (gruppi, pacifisti, associazioni, sindacati, movimenti No Kings, ecc.) a celebrare questa importante ricorrenza «con iniziative popolari, organizzate dal basso e nei territori, evitando che la Festa della Repubblica sia ancora una volta “sequestrata” da parate militari e da interventi di quella classe politica che voleva, con il referendum, azzerarne uno dei valori fondanti: l’indipendenza della magistratura».
Per info e adesioni: info@sbilanciamoci.org
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