Assemblea COMECE a Cipro: per un’Europa protagonista di pace
ROMA-ADISTA. La Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità Europea (in latino Commissio episcopatuum Communitatis Europaeae-COMECE) riunisce i vescovi europei in una costante riflessione sulle vicende economiche, politiche e sociali che riguardano il vecchio continente, alla luce della dottrina sociale della Chiesa cattolica. Dal 21 al 24 aprile, in occasione del semestre di presidenza cipriota del Consiglio dell’UE, la COMECE si riunisce nell’Assemblea di primavera a Nicosia, ospitata dall'Arcieparchia maronita di Cipro, per discutere in particolare della crisi in Medio Oriente e in Terra Santa.
Guerra, divisioni, povertà, migrazioni e asilo, pace, difesa e riarmo, tutela del creato, intelligenza artificiale, ecc.: sono numerosi e pressanti i temi al centro della Relazione del presidente mons. Mariano Crociata in apertura dell’Assemblea primaverile. Ampio spazio, come previsto, è stato dedicato alle crisi internazionali e al ruolo specifico della Chiesa cattolica nel continente europeo. Siamo «avvertiti e responsabili di fronte ad un mondo sconvolto da iniziative militari la cui insensatezza è difficile da negare», denuncia Crociata, «a meno che non si voglia far diventare sensata la volontà espansionistica e predatoria di uno stato contro un altro in spregio di ogni diritto internazionale e di ogni diritto umano». Dall’Ucraina alla Palestina, passando per il Libano, «lo scenario globale si presenta irriconoscibile e la nostra mente fatica a elaborare lo stravolgimento intervenuto, abituati come siamo stati a collocare le dinamiche internazionali dentro un ordine che aveva nell’ONU il suo punto di riferimento». E che oggi sembra non esserci più. In questo scenario, che si tratti di assenza o di esclusione dai tavoli negoziali, l’Europa pecca di inconsistenza, perché indebolita da divisioni interne, spesso causate da nazionalismi e populismi. Come vescovi «dobbiamo vigilare e lavorare, perché il cammino dell’Unione giunga ad esprimere la sua forma migliore di soggetto internazionale caratterizzato dall’unità nella diversità, che vuole perseguire un progetto di pace».
Nella sua Relazione il presidente Crociata ha voluto ribadire anche che «la COMECE si è espressa a più riprese per sostenere che sicurezza e difesa non possono essere perseguite a spese dello stato sociale e del sostegno alle fasce più deboli della società».
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