La politica frena ma l'elettrificazione è già realtà: un sondaggio dell'Alleanza Clima Lavoro
Si apre con le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei suoi ministri contro il Green Deal la presentazione di Giulio Marcon (portavoce di Sbilanciamoci!) del rapporto 2026 dell’Alleanza Clima Lavoro, il tavolo di confronto nato per coniugare la tutela dell'occupazione con gli obiettivi della transizione ecologica, alla quale aderiscono la campagna Sbilanciamoci!, CGIL Piemonte, FIOM-CGIL, Kyoto Club, Legambiente, WWF Italia, Greenpeace Italia, Motus-E e Transport&Environment Italia.
Dichiarazioni che la dicono lunga sulla visione dell’attuale governo italiano in merito alla transizione ecologica, al Green Deal europeo, la mobilità elettrica, il phase-out dai combustibili fossili, ecc., concepiti come una minaccia ideologica alla competitività e all’occupazione. Una narrazione, peraltro condivisa da tutta l’“internazionale nera” ad ogni latitudine, che nel corso di questa legislatura ha drammaticamente rallentato la transizione e lo sviluppo delle rinnovabili.
In particolare, le destre accusano l’avanzata dei motori elettrici di aver distrutto il settore dell’automotive italiano, che vive una situazione di grave crisi con conseguente calo dell’occupazione nel settore e nell’indotto.
«Ma cosa pensano di tutto ciò le lavoratrici e i lavoratori del settore automotive italiano, cioè le persone coinvolte in prima persona nel processo di trasformazione industriale dell’auto?»: spiega Marcon che l’Alleanza Clima Lavoro ha voluto raccogliere la voce di 501 impiegati e impiegate di vario livello del settore con un sondaggio commissionato a Youtrend, confluito nel report L’auto in transizione. Il punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori del settore in Italia, che racconta «una realtà molto diversa da quella dominante nel discorso pubblico e istituzionale».
Il report dimostra che l’elettrificazione è già parte integrante dei processi industriali. «La transizione è già dentro le fabbriche, nelle catene di fornitura, nei reparti produttivi, nei processi di riorganizzazione aziendale e nelle competenze richieste alle lavoratrici e ai lavoratori. Continuare a rappresentarla come qualcosa di là da venire o di rinviabile significa non vedere, o far finta di non vedere, la profondità dei mutamenti in corso. Una miopia che porta a privarsi di riferimenti e chiavi di lettura essenziali per adottare strategie e politiche industriali, sociali e occupazionali adeguate alla portata delle sfide che il comparto automotive sta attraversando».
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