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Presidenziali in Colombia: vince il candidato di ultradestra con un vantaggio di 0,95%

Presidenziali in Colombia: vince il candidato di ultradestra con un vantaggio di 0,95%

Il secondo turno delle elezioni colombiane, ieri 21 giugno, ha confermato il risultato del primo (31 maggio, v. Adista n. 22/26): il più votato è stato l’avvocato penalista di ultradestra Abelardo De La Espriella che ha ottenuto 12,95 milioni di suffragi, equivalenti al 49,65% del totale; secondo, il candidato del Pacto Historico Iván Cepeda, che aveva la benedizione di Gustavo Petro, presidente uscente, con 12,70 milioni di voti, corrispondenti al 48,70%. La differenza di poco più di 248.000 voti, lo 0.95%, ha reso questa competizione, cui ha partecipato il 63,57% degli aventi diritto, la più combattuta mai registrata in un ballottaggio presidenziale colombiano.

Un risultato questo non ufficiale, perché frutto del cosiddetto conteggio preliminare, comunicato dai funzionari elettorali di ogni seggio immediatamente dopo la chiusura. Il computo valido sarà quello che emergerà dall’esame di tutti i verbali di scrutinio, seggio per seggio. Ci vorranno giorni. Non è mai successo che il risultato ufficiale abbia capovolto la situazione fotografata dal conteggio preliminare, ma qui la differenza fra i due contendenti è talmente minima da giustificare il perdente, Cepeda, quando afferma – come ha effettivamente dichiarato – che, pur riconoscendo il risultato preliminare reso pubblico, utilizzerà tutte le risorse legali disponibili per esaminare migliaia di seggi elettorali, circa 33mila.

Cepeda ha ringraziato con molto calore quanti lo hanno appoggiato in questa tornata elettorale: «Il mio riconoscimento, il nostro riconoscimento – ha detto –, va innanzitutto ai giovani colombiani che per mesi, e in particolare nelle ultime settimane, con gioia, determinazione e un comportamento civico e pacifico, hanno fatto sentire la loro voce nelle strade chiedendo un cambiamento». E ha espresso la sua gratitudine alle vittime del conflitto armato: «Esprimo la mia gratitudine alle vittime del conflitto armato e della violenza, che mi hanno chiesto di assumere questa responsabilità, che abbiamo portato avanti con piena consapevolezza, dedizione e risultati positivi». «E la mia gratitudine – ha voluto aggiungere – va ad Aída Quilcué, che rappresenta i popoli indigeni e i movimenti sociali, e che ha condotto in modo esemplare una campagna elettorale viaggiando in tutto il territorio nazionale con la minga» (tradizione millenaria di origine indigena che indica un lavoro collettivo e volontario svolto a beneficio dell'intera comunità; In Colombia le mingas sono diventate grandi manifestazioni guidate dalle comunità indigene e contadine per difendere i propri territori, i diritti umani e l'ambiente). «Siamo orgogliosi e soddisfatti della campagna che abbiamo condotto – ha proseguito –. Abbiamo ribadito l'autenticità del nostro progetto politico. Non abbiamo fatto ricorso a menzogne, travestimenti o inganni nei confronti degli elettori riguardo alle nostre proposte. Abbiamo parlato francamente e chiaramente, senza utilizzare metodi di propaganda sporca, intelligenza artificiale o manipolazione dell'opinione pubblica».

Cepeda ha insistito che il suo movimento rispetterà il risultato democratico e rispetterà le decisioni delle autorità elettorali, anche se, ha avvertito, monitorerà attentamente ogni fase della revisione dei risultati. Ha promesso di difendere, dall’opposizione, i programmi sociali promossi durante l'amministrazione del presidente Gustavo Petro, ringraziandolo per «aver aperto la strada al cambiamento e alla trasformazione sociale» e assicurando che «la sinistra continuerà a partecipare attivamente alla vita politica del Paese».

De la Espriella ha ricevuto immediatamente le congratulazioni dell’amministrazione statunitense, Donald Trump in testa. Tanto più che De La Espriella, a conteggio preliminare terminato, ha dichiarato: «Per vincere il futuro e risolvere i problemi della Colombia, dobbiamo stabilire un'alleanza molto stretta con gli Stati Uniti», «L'amministrazione Trump – è stata la reazione USA – non vede l'ora di collaborare strettamente con la sua nuova amministrazione per promuovere la cooperazione nella sicurezza regionale, porre fine all'immigrazione illegale negli Stati Uniti e rafforzare i nostri legami economici», ha scritto il segretario di Stato statunitense Marco Rubio.

A risultati non ancora ufficiali, nessuno dubita in realtà che sarà De La Espriella a fare il suo ingresso il 7 agosto al Palazzo della Presidenza, la Casa de Nariño. È chiaro che alla metà dei colombiani non va giù la vittoria del rappresentante dell’ultradestra. La prima cosa che hanno fatto in migliaia è stata quella di scendere a protestare in piazza, riempiendo le strade di Bogotà e Cali. Nata come marcia pacifica con cori, clacson e musica, si è poi tramutata in una guerriglia quando dimostranti a volto coperto si sono scontrati con la polizia e hanno bruciato pneumatici e bandiere statunitensi, simboli a sostegno dell'elezione del candidato di estrema destra. Fra i numerosi manifesti innalzati, uno diceva: «Cepeda, difensore delle vittime. Abelardo, difensore dei carnefici».

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