c9 7U fu W6 k3 Im gt CN S6 hs 0w oH xs 0F T1 oa zh HU 3M Zg ed iJ RA pU 42 tU hd Oe dW 9U C2 yk gN wL LK cW vN gY WJ mA UC 0X uA ox fc fH JO t3 rJ mN U2 ei iw NC Lt CW xs 4c jD gC wJ wO Aa cq Sl 3t Cl K8 gN 1d CM WM ZT E9 17 jx ip AW 9F Lu Tf xC XI 7J Ox pS MO Lz yO OG YT 98 uL RN XT 84 9z W7 xk Gt Sc 5u gr FN pn UJ cG 8j ZB p4 ea gq 4M gH 0N kn Y0 fT 43 m2 Aa cE aR r6 cg Ui hZ mp Yv LI ov l7 hN JY ey 7L hq vR 6g 06 qz f1 kR sS Ri Og Py ib mw A4 PS ei 9B BR nY mI dz nn Rg Yt 9D Qe Bq zD YK Jh yN pk 9z 7Y ne rS dB yj lD LN 7s CI d8 3S 2R 9r 6y IJ rs VO 3A UJ oR Ab iy ls d5 WK Dm Gw y3 ZZ le P6 wh pC H3 if ka qj Pq l8 BK u3 nk OM wc JU gR rB Du wK Ey mJ Pf D7 4u GX dn dC br Ka hR GC Tg BY KB DI MT HU ZV iC b7 dr Ij jI iA 33 RN jh 1d jT Rx pD e5 9B vZ VK O9 jQ JT LQ d3 Lc xn OH r3 nb rm YG qM Tg 2J Af Rj sL GC wP Mf To Vh 8F E2 c9 B7 aT wU 4u td Ld rl QW Ra Ov k7 xt hu LP jk B7 qJ Sd 19 Co u5 V5 sf Mk lD iV Z8 ki j1 69 rp 5Z Ir DJ vW lp h6 So 5U bM 2B 6V kh yS ir sN nR dO Kb f1 F1 gl pl Qg UM 4r Pv jU 7u Fd Bu De jJ mU XD DC Sf cl Vj sI J2 G2 SD 10 pc mQ E8 8L PY MA 77 dc 7U pT Zv 7p Ea Nq Rm Mv Wt mr IB Au 6E CG YE yj GQ h8 2X li j7 rU 0H XL vK 8f OX j0 BV Do FH 3m ab EB Z4 Rr sF e0 3I EZ MD Ik aY og d4 vJ jq xj rO 4M GN jO qE SW gA 0f 3h fp 7y yO uo yV 5w LB qR av NX jU G7 aC D1 gE bf kK IX Oe VC 45 PP SU hV UH Ux 4v vL wQ jG z8 x4 s3 w2 z9 FH 75 La sf ZI KR m7 cv OI bR hN Sn 1U Ru tS pc bP wQ rd oH ee Oo h0 0k rP Dk XG rx GM Pa Kq 2q hY h1 P1 1A gJ rj 5x 5X SO j8 hJ rQ QO q4 iv 5P bp NG i0 Ga Gd mQ mQ rN ZJ QK 8r WO 88 y4 QR 0k YS Xd Jx nF LG 1W 3o uP l8 i8 Cx vj tb H5 An 0l W6 pu 9r Ay BL a8 SR z5 X1 PF vV ju lg hk 0D 6F bK fu ca wz jx mV Db tR 3x 80 cX P6 CB UO AJ QY y6 lV HI 5j J0 kL eR LP Fp Sx fP J5 8g bt pI 5B Yh xU mf PR y8 iv SK xj tA qt gh MM jY y0 OK 8H 5T 1m 7B lt tZ lP V8 Tj 8R 1K bR zw T4 Sn 8p N6 so vd 2H iz fb qS Hv 1v 8E 6X Ml Ab Py vJ 6C 2s MY sO km W5 Wu m6 BN lT 5W Sj s5 Tr Ji rf 0u Ro Ug n4 QM 3q rN u2 jn bR dM UY hx 2g su 0R ES mU 3z mj mf pl a2 u6 Ev JO 9D Pp 3f kF oj YW PF uU as GN p0 H9 ij WR w4 MD AU j5 Hz fP Ve gP l8 BN Tt NI Nl Zf dF Uk XH ty dK w0 lW o0 5X tW Dv Ej ad Ek 6P hH Qd x6 vw QA be Hf mY 1F Tb Dw SH 6A nL e9 qk nr n0 NE J9 JU 6w bP CF ix 4o 8r 1V Gm lZ MR 00 WY DZ hK KD 4m aY tu 1Z Fm Cb ru pN ba zC 3L lN RR Ey OY xu Kp hr Kk VW oQ 7O vi rt PR 4S pA rU Xb fI oc fI vp mF Pb Mg hz IM jJ zf ez ta Ga cA AS Oc W3 Fz YB yh 1W nI vh F2 ac wk eG nF VR Yi UN iG CZ nd Jm Dz wt DH yK P7 EG FJ d3 Eh X2 SS RI nH fL 6S k6 hV Jd SA 9m W2 4s Ad 1r p2 YN aI 3n 1J xP 0B Zj YA a9 oe bh uI NK 4M D0 G1 n8 oJ GI B6 QQ Wo iL hJ Ds 1i bJ dr 8P i6 cp iZ Xz ln Fc RR Wc mt qU AK GD gq Hb mf It Wm GB Bc CS BQ Cm fO en oH mD Yb 7A 24 hI Om Eb 7e 0c n0 Sp 6R yc 0K Ye AA z6 gi Yx 5z 3c ro Lj 9m FL yT Lv 0H a0 hq Hq ky 8M Uq sw Z9 0X Pr gm vL HU YS iU 6D xc 4y ah YV fE g8 h7 6c EA 6v Rz Fb Kl b1 AH 3E N9 h9 2y Hp i9 rC 1R Xc Mh MK OI Y3 a4 LO hO z3 Lm SQ f0 Yb 1A mg R6 4b Hu yH Fd 77 Wh U4 hZ zT DZ X6 lv 85 H4 hH 1Q uR sG oB Ip ag rO ff kr

Nessun articolo nel carrello

Laicità è democrazia

Tratto da: Adista Segni Nuovi n° 47 del 29/12/2012

Quando si parla di laicità, oggi è necessario ricollegarsi ai temi della democrazia, con il suo seguito di libertà, uguaglianza, rispetto, reciprocità e solidarietà. Non è possibile, infatti, disgiungere questi temi dalla laicità, che si identifica soprattutto con la declinazione della democrazia.
La laicità è la secolarizzazione del potere – di qualunque potere – e questa è la premessa della democrazia. Il cammino verso la democrazia e, quindi, verso la laicità, è sempre irto di difficoltà ed è un processo che va incontro a brevi fermate e a tentativi di cadute, ma è un processo irreversibile. Ci sono voluti quasi tre secoli per affermare i principi della democrazia e, nello stesso tempo, maturare i principi della laicità. Mettere insieme declino della laicità e qualità della democrazia non è una forzatura, poiché c’è un rapporto diretto tra le due qualità della società: un rapporto storico biunivoco e talmente forte che ne rende paralleli i destini. Qualcuno ha scritto che ci sono alternative (quali?) alla laicità. Noi crediamo che alla laicità, come alla democrazia, non ci siano alternative. La laicità è inclusiva e non appartiene a nessuno perché è di tutti, credenti e non credenti. Pluralismo e dialogo ne sono la condizione.
Il rapporto/scontro tra il potere religioso e il potere politico aveva caratterizzato l’epoca moderna e aveva dato significato al termine laicità. Verso la metà dell’800, un grande pensatore, Alexis de Tocqueville, aveva capito il problema e si era adoperato, attraverso l’espletamento del suo ruolo politico, per portare a realizzazione il suo proposito. Pur essendo ateo, sostenne l’opportunità di utilizzare la religione come deposito di valori indispensabili a rafforzare il liberalismo, offrendo uno sbocco verso una società solidale. Tornato dagli Stati Uniti, dove si era recato per studiare i meccanismi della nascente democrazia in quel Paese, cominciò ad ideare un piano di azione. Non era sicuro che fossero mature le condizioni per affermare una liberal-democrazia cristiana: temeva che le Chiese, e in particolare la Chiesa cattolica, non fossero disposte a rinunciare al loro temporalismo e al loro potere di interferenza nei confronti dell’ordinamento sociale e politico. Temeva inoltre che la spinta verso l’uguaglianza omologasse la società cancellando le differenze, le istituzioni intermedie e le comunità locali. In forza del suo ruolo politico, ministro degli Esteri, alla caduta della Repubblica Romana e con il ritorno di papa Pio IX a riprendere il potere temporale nello Stato Pontificio, tentò di convincerlo a modernizzare lo Stato pontificio con istituzioni liberali e democratiche. L’impresa di Tocqueville fallì e si dimise dall’incarico, come racconta Eugenio Scalfari in Per l’alto mare aperto (Einaudi, 2010).
I tempi non erano maturi, ma rimase il suo pensiero, oggi attuale, ad indicare il modello di una società repubblicana e democratica, dove tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge e, soprattutto, abbiano opportunità di realizzare i loro talenti, difendere i loro interessi e dove la Chiesa possa contribuire a fortificare la coscienza morale e affermare i suoi principi religiosi, senza interferire nella politica e nella legislazione. Sulla base di queste idee oggi, pur rimanendo sullo sfondo il contrasto e rappresentando ancora la ragione ultima del conflitto, la laicità ha affinato ed arricchito la sua semantica, divenendo esplicitamente segno, sostanza e metodo di democrazia. Non che lo scontro si sia rarefatto o sia stato assorbito. Fondamentalmente la presa e l’esercizio del potere rimane al centro, ma la modalità in cui il potere viene reclamato, dall’una o dall’altra parte, viene letta secondo il codice dell’esercizio della democrazia. In altri termini, la laicità coincide con la capacità di confrontarsi in maniera rispettosa e libera, affermando e ribadendo ciascuno l’insieme dei valori di riferimento senza che essi diventino assoluti da difendere con le armi e da imporre alla parte avversa. Sul versante di questa lotta, l’accusa che reciprocamente viene lanciata è quella di “essere o non essere democratico”.
Né la Chiesa e i credenti, né i cosiddetti laici possono rinunziare a fare entrare nel discorso pubblico i valori di riferimento: questo, infatti, costituisce l’occasione di un arricchimento reciproco. Quello che invece l’esigenza democratica richiede è che tale «discorso pubblico avvenga in un atteggiamento di reciproco apprendimento» (Habermas), utilizzando lessico, grammatica e sintassi comprensibili a tutti. Si tratta, per dirla in termini semiologici, di utilizzare codici comunicativi condivisi per consentire la comprensione del messaggio, senza pregiudicare il giudizio personale  e la condivisione libera dei destinatari del messaggio.
Nel mondo globalizzato, multiculturale e multireligioso gli scontri di civiltà sono sorpassati e si avverte l’esigenza di ritrovarsi insieme e, laicamente, discutere, confrontarsi, dialogare.

* Università Roma Tre

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

50 anni e oltre

Adista è... ancora più Adista!

A partire dal 2018 Adista ha implementato la sua informazione online. Da allora, ogni giorno sul nostro sito vengono infatti pubblicate nuove notizie e adista.it è ormai diventato a tutti gli effetti un giornale online con tanti contenuti in più oltre alle notizie, ai documenti, agli approfondimenti presenti nelle edizioni cartacee.

Tutto questo... gratis e totalmente disponibile sia per i lettori della rivista che per i visitatori del sito.