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Una lettera a Mattarella:

Una lettera a Mattarella: "Presidente, domani inviti Salvini a dimettersi"

Con la lettera inviata oggi al presidente della Repubblica italiana, Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, invita Sergio Mattarella a «chiedere le dimissioni del ministro dell'Interno», Matteo Salvini, in occasione dell'incontro annunciato per domani. Di seguito il testo.

Egregio Presidente della Repubblica,

i mezzi d'informazione riferiscono che lunedì 9 luglio 2018 lei incontrera' il ministro dell'Interno (e reale "dominus" dell'esecutivo), il quale ministro dell'Interno persiste in iniziative che - per usare una formula di fonte autorevole - "si pongono fuori dal perimetro della Costituzione".

Orbene, poiché lei della Costituzione è invece supremo garante, questo colloquio è occasione propizia per chiedere conto al ministro di alcuni atti da quel messere promossi ed imposti con la complicità dei suoi fiancheggiatori: il crimine di negare soccorso ai naufraghi chiudendo i porti italiani alle navi che li traevano in salvo; il crimine di diffamare, minacciare, aggredire e sabotare i soccorritori volontari che salvano vite umane in mare; il crimine di operare al fine di impedire agli esseri umani innocenti prigionieri nei lager libici di trovare salvezza fuggendo in Europa.

A tali atti criminali si aggiunga la persistente propaganda di istigazione all'odio razziale (reato anch'esso previsto e punito dal codice); la reiteratamente annunciata volontà di procedere ad una incostituzionale schedatura della popolazione di origine rom; il reiteratamente annunciato programma di persecuzioni razziste e religiose.

Né c'è bisogno di sottolineare ancora una volta che nei giorni scorsi il medesimo ministro si è esibito anche in dichiarazioni follemente eversive contro la magistratura.


Egregio Presidente della Repubblica,

mi permetta di ricordare qui che già alcuni giorni addietro, il 30 giugno 2018, le inviai una segnalazione comprensiva di un quesito: segnalazione che ignoro se sia stata già sottoposta alla sua personale attenzione; sperando di non apparirle inopportuno, mi permetto di allegarne il testo in calce a questa lettera.


Egregio Presidente della Repubblica,

come avrà già dedotto da quanto precede, credo che il governo in carica abbia commesso gravi reati; credo che sia necessario ed urgente che il governo si dimetta; credo che sia necessario ed urgente che i ministri responsabili di quei gravi reati ne rispondano nelle aule di giustizia secondo le leggi vigenti.


Egregio Presidente della Repubblica,

la prego di voler compiere tutti i doveri inerenti alla sua funzione di primo magistrato del nostro paese; la prego di volersi adoperare per salvare le vite innocenti che la politica scellerata del governo in carica mette quotidianamente in pericolo; la prego di voler continuare a difendere la legalita' che salva le vite e con essa il bene comune del popolo italiano e dell'umanità.

L'Italia è una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile; il razzismo è invece in crimine contro l'umanità.

Salvare le vite è il primo dovere di ogni essere umano e di ogni umano istituto; chi commette, promuove e propaganda gravi reati non può governare il nostro paese.


Egregio Presidente della Repubblica,

nel colloquio di domani chieda, in nome del popolo italiano, in nome della legge, in nome dell'umanità, le dimissioni di quel ministro e dell'intero governo che gli è succubo, famulo, manutengolo.


Ringraziandola per l'attenzione ed augurandole ogni bene,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

Viterbo, 8 luglio 2018

*Foto di Wolfgang Moroder tratta da Wikipedia immagine originale e licenza

 

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