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Due mozioni approvate alla 55.ma Sessione del Sae

Due mozioni approvate alla 55.ma Sessione del Sae

Pubblichiamo il testo delle due mozioni – a favore di donne e uomini migranti e del sindaco di Riace - presentate e votate durante la 55a Sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (SAE) sul tema «“So essere nell'abbondanza, so essere nell’indigenza” (Fil 4,12). Le Chiese di fronte alla ricchezza, alla povertà e ai beni della terra. Una ricerca ecumenica (1)». I partecipanti alla 55° Sessione di formazione Ecumenica del SAE hanno fatto proprie due mozioni presentate durante l’Assemblea dei partecipanti, che si è tenuta venerdì 3 agosto 2018

Mozione n. 1

APPELLO A FAVORE DI DONNE E UOMINI MIGRANTI

Quando uno straniero si stabilirà nella vostra terra, non opprimetelo; al contrario, trattandolo come se fosse uno dei vostri connazionali, dovete amarlo come voi stessi. Ricordatevi che anche voi siete stati stranieri. (Levitico 19,33-34) Riunite/i ad Assisi nella 55a Sessione di formazione ecumenica del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) per riflettere insieme sul tema: Le chiese di fronte alla ricchezza, alla povertà e ai beni della terra, noi, cristiane/i di diverse confessioni ed ebree/i, siamo state/i interpellate/i dalle Scritture a non restare indifferenti rispetto a quanto stanno vivendo oggi le donne e gli uomini migranti. Come cittadine/i, in coerenza con la Costituzione della Repubblica e la Dichiarazione universale dei diritti umani, chiediamo a governi, parlamenti e partiti politici d’Italia e degli altri Paesi europei di impegnarsi perché: – sia riconosciuta e garantita la dignità di ogni persona, i cui diritti sono enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti umani (articoli 2-27); – sia inammissibile la criminalizzazione della solidarietà e dell’accoglienza; – la comunicazione politica e l’informazione sulle/i migranti corrisponda alla verità dei fatti. Rivolgiamo poi un pressante appello alla Conferenza delle Chiese Europee (KEK), al Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e agli organismi rappresentativi di altre religioni nel nostro continente perché convochino con urgenza un Forum europeo per assumerci le nostre responsabilità di fronte alla grave situazione delle/i migranti e rispondervi in modo alto, degno e giusto. Assisi, 3 agosto 2018 Mozione n.2 I partecipanti alla 55a Sessione di Formazione Ecumenica del SAE esprimono la propria vicinanza e solidarietà a Domenico Lucano, il sindaco di Riace, in Calabria che ha iniziato uno sciopero della fame. Una scelta motivata con la decisione di escludere il comune, modello di accoglienza e integrazione, dal sostegno ai progetti in corso. Riace infatti, spiega Lucano, è stata esclusa dal saldo luglio-dicembre 2017 e per il 2018 non è compresa tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre, nonostante tutte le attività siano state svolte e nessuna comunicazione sia pervenuta della chiusura del progetto. A questo si aggiunge che i fondi per i Cas (centri di accoglienza straordinaria) non arrivano da tempo. In mancanza di questi aiuti 165 rifugiati finirebbero per strada e 80 operatori rimarrebbero senza lavoro. Sarebbe un danno enorme per l'economia della zona che si sta risollevando proprio grazie a un modello riuscito di integrazione. N0 a ogni forma di discriminazione a danno delle persone più deboli.

Assisi, 3 agosto 2018

 

Mozione n.2

I partecipanti alla 55a Sessione di Formazione Ecumenica del SAE esprimono la propria vicinanza e solidarietà a Domenico Lucano, il sindaco di Riace, in Calabria che ha iniziato uno sciopero della fame. Una scelta motivata con la decisione di escludere il comune, modello di accoglienza e integrazione, dal sostegno ai progetti in corso. Riace infatti, spiega Lucano, è stata esclusa dal saldo luglio-dicembre 2017 e per il 2018 non è compresa tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre, nonostante tutte le attività siano state svolte e nessuna comunicazione sia pervenuta della chiusura del progetto. A questo si aggiunge che i fondi per i Cas (centri di accoglienza straordinaria) non arrivano da tempo. In mancanza di questi aiuti 165 rifugiati finirebbero per strada e 80 operatori rimarrebbero senza lavoro. Sarebbe un danno enorme per l'economia della zona che si sta risollevando proprio grazie a un modello riuscito di integrazione. N0 a ogni forma di discriminazione a danno delle persone più deboli.

Assisi, 3 agosto 2018

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