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Nucleare e gas

Nucleare e gas "sostenibili" per la transizione? Il fronte europeo del no si allarga

La data sembrerebbe ormai ufficiale: secondo fonti stampa, il 2 febbraio la Commissione Europea adotterà l’atto delegato che prevede l’inserimento del nucleare civile e del gas fossile all’interno del regolamento sulla tassonomia verde dell’Unione Europea, che definisce attività e fonti di energia considerate “sostenibili” e quindi meritevoli degli ingenti finanziamenti per la transizione e la ripresa post-Covid previsti da Next Generation Ue. Il rinvio della bozza dell’atto per una ulteriore valutazione (l’adozione era prevista per il 12 gennaio), nonché la posizione esplicita nettamente contraria di alcuni Paesi membri, lasciano intendere che sulla questione si è allargata una frattura (forse insanabile) all’interno della stessa Commissione Europea, comunque decisa ad approvare la bozza solo in piccola parte modificata rispetto a quella originale.

Pareri decisamente contrari all’inserimento del nucleare e del gas nella tassonomia verde sono arrivati anche dal Parlamento Europeo: rappresentanti di ogni schieramento hanno contestato le manovre della Commissione, minacciando di bocciare il provvedimento quando l’atto delegato dovrà passare al vaglio dell’Aula; alcuni Paesi – come Austria e Lussemburgo – hanno addirittura paventato l’ipotesi di portare il caso alla Corte di Giustizia Europea.

La bocciatura degli esperti

Un passaggio decisivo sulla vicenda è stato il parere contrario della “Piattaforma sulla Finanza Sostenibile” – che riunisce 57 membri e 11 osservatori, esperti del mondo imprenditoriale e finanziario, delle Ong e della società civile, dell’università e delle istituzioni locali e internazionali – incaricato dalla stessa Commissione, che ha condannato il tentativo di greenwashing della tassonomia europea, riaffermando la non sostenibilità del gas naturale e del nucleare civile.

Spiega il WWF in una nota del 24 gennaio: «La Piattaforma ha trovato che i criteri proposti dalla Commissione Europea non sono né rigorosi né basati sulla scienza. I criteri non soddisfano un requisito fondamentale della tassonomia: prove, non promesse». Numerose dunque le incongruenze: per esempio, dopo 7 decenni di energia nucleare, nessun Paese è mai riuscito a costruire strutture operative per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, condizione che però la Commissione propone nella sua bozza per concedere il “bollino verde” alle centrali nucleari. Il gas naturale, affermano poi gli esperti, produce emissioni tali da ostacolare gli obiettivi climatici imposti dall’Europa stessa e dall'Accordo di Parigi.

Nella nota, il WWF denuncia che «sono stati fatti tentativi per soffocare un approccio davvero scientifico, ma oggi la Piattaforma ha dato a tale approccio un megafono: il gas fossile genera enormi emissioni, e il nucleare crea scorie altamente radioattive che non sappiamo ancora come gestire. Il rapporto della Piattaforma è un altro segnale che né il gas fossile né il nucleare devono entrare nella tassonomia verde della UE. La Commissione deve ascoltare la scienza e abbandonare la sua proposta di rendere verdi gas e nucleare».

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