Cuba-USA: ebbene si parlano, con pacatezza e riservatezza
Ventilato sulla stampa statunitense dal 10 aprile scorso, il fatto che ci siano colloqui in corso fra Cuba e Stati Uniti - ai ferri corti per il blocco di rifornimenti energetici imposto all'isola da Donald Trump (v. Adista online del 23/03/2026) - è confermato da entrambe le parti. E confermato su Granma, il quotidiano organo ufficiale del Partito comunista di Cuba, il 10 aprile.
Il giornale scrive di aver contattato il vicedirettore generale responsabile per gli Stati Uniti presso il Ministero degli Affari Esteri, Alejandro García del Toro, chiedendogli chiarimenti in merito alle recenti pubblicazioni sulla stampa estera riguardanti gli incontri tra funzionari statunitensi e cubani all'Avana. L’intervistato ha dichiarato: «Si tratta di una questione delicata che, come abbiamo già detto, stiamo gestendo con discrezione», e ha aggiunto: «Posso confermare che di recente si è tenuto qui a Cuba un incontro tra delegazioni cubane e statunitensi. La delegazione statunitense era rappresentata da Sottosegretari di Stato, mentre quella cubana dal Vice Ministro degli Affari Esteri». Ha rassicurato sul portamento civile e cordiale del colloquio: «Durante l'incontro – ha detto – nessuna delle due parti ha fissato scadenze o pronunciato dichiarazioni minacciose, come invece riportato dalla stampa statunitense. L'intero scambio si è svolto in un clima di rispetto e professionalità».
Poi ricorda che «l'eliminazione del blocco energetico imposto al Paese era una priorità assoluta per la nostra delegazione. Questo atto di coercizione economica rappresenta una punizione ingiustificata per l'intera popolazione cubana. È inoltre una forma di ricatto internazionale contro Stati sovrani, che hanno tutto il diritto di esportare carburante a Cuba in base ai principi del libero scambio».
Cosa sia oggetto di negoziazione fra i due Paesi non è noto, la riservatezza è d’obbligo. Secondo quanto riportato dai media statunitensi compulsati da L’Opinión (20/4), Washington avrebbe chiesto il rilascio, entro due settimane, di importanti prigionieri politici, tra cui gli artisti dissidenti Luis Manuel Otero Alcántara e Maykel Osorbo. Tuttavia, il governo cubano non ha confermato l'esistenza di tale ultimatum.
E comunque, fonti del governo cubano, parlando con Público, hanno ribadito la posizione dell'Avana: «Cuba è impegnata nel dialogo e vuole esaurire tutte le vie di comunicazione». «Siamo un popolo pacifico e aspiriamo a costruire una relazione reciprocamente vantaggiosa con un Paese vicino», aggiungono, «ma sempre nel rispetto della sovranità e del diritto internazionale. Non desideriamo lo scontro, ma siamo pronti a impegnarci se necessario».
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