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La Exxon chiede a Cuba 1 miliardo di dollari per i beni confiscati nel 1960

La Exxon chiede a Cuba 1 miliardo di dollari per i beni confiscati nel 1960

Con una votazione di sei a tre, la Corte Suprema degli Stati Uniti si è pronunciata martedì a favore di Exxon Mobil, la più grande compagnia petrolifera del mondo, che dunque può proseguire la sua causa multimilionaria contro la cubana Cimex Corporation per ottenere un risarcimento per i beni confiscati dal governo cubano nel 1960, tra cui una raffineria e oltre 100 stazioni di servizio. All’epoca la confisca costò alla Exxon 70 milioni di dollari. La compagnia richiede ora un miliardo di dollari di risarcimento.

L'alta Corte valuta la prevalenza della legge federale cubana sulla libertà e la solidarietà democratica del 1996, nota anche come legge Helms-Burton, rispetto alla cosiddetta eccezione prevista dalla legge sull'immunità sovrana straniera del 1976 (Foreign Sovereign Immunities Act-FSIA), che tutelava gli Stati stranieri e le loro entità, limitando il ruolo della magistratura nelle controversie civili contro Stati stranieri e le loro agenzie. Non che la FSIA non sia più in vigore, ma «non si applica alle richieste» presentate in casi come questo, perché la Helms-Burton, al Titolo III, revoca l'«immunità sovrana straniera delle agenzie e degli enti strumentali cubani».

In un articolo che compare su Market Screaner leggiamo che «la causa di Exxon rientrava in un’ondata di circa 40 procedimenti avviati ai sensi dell’Helms-Burton Act nel 2019 e nel 2020, a seguito di un cambiamento della politica statunitense verso Cuba durante il primo mandato di Trump. Quando approvò l’Helms-Burton Act, il Congresso autorizzò il presidente degli Stati Uniti a sospendere il Titolo III per motivi di sicurezza nazionale. La disposizione fu poi sospesa da tre presidenti, nel tentativo di evitare conflitti diplomatici con alleati come Canada e Spagna, le cui aziende hanno investito a Cuba. Trump ha revocato tale sospensione nel 2019».

*Foto ritagliata di Mike Mozart tratta da Flickr

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