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Educare alla sessualità, anche nella Chiesa

Educare alla sessualità, anche nella Chiesa

Tratto da: Adista Notizie n° 5 del 09/02/2019

«Io penso che nelle scuole bisogna fare educazione sessuale». Non è un’affermazione di Emma Bonino o di qualche radicale, ma la risposta di papa Francesco alla domanda di un giornalista, durante la conferenza stampa nel viaggio di ritorno da Panama, dove aveva partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù. E ha continuato: «Il sesso è un dono di Dio, non è un mostro, è il dono di Dio per amare. Bisogna offrire un’educazione sessuale oggettiva, come è, senza colonizzazioni ideologiche».

Nel mondo i giovani che ricevono un’adeguata educazione sessuale sono una esigua minoranza. Questo comporta, come si legge in un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dello scorso anno, «un aumento di gravidanze indesiderate, di malattie trasmesse sessualmente, di episodi di abusi sessuali e di discriminazioni basate sull’orientamento sessuale». Mentre l’introduzione dell’educazione sessuale potrebbe «avere un impatto positivo sulle attitudini e sui valori condivisi, sulle dinamiche delle relazioni personali, contribuendo così alla prevenzione di abusi e al rafforzamento di relazioni consensuali e reciprocamente rispettose del partner».

Nel 2013 un rapporto dell’Unione Europea ha tracciato la mappa dei propri Stati rispetto all’insegnamento dell’educazione sessuale: l’Italia è uno dei sei Paesi dove questo insegnamento non fa parte dei programmi scolastici; anzi in Italia una legge sull’educazione sessuale non la si è mai approvata. Siamo in compagnia di Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Spagna e Romania. In tutto il resto della UE, spesso a partire dalla scuola dell’infanzia, bambini e ragazzi “studiano” l’educazione sessuale esattamente come si fa con le altre materie. La Svezia l’ha resa obbligatoria a scuola nel 1955! Di educazione sessuale da promuovere nelle scuole aveva già parlato l’attuale pontefice nell’Amoris laetitia. In tanti altri documenti ufficiali della Chiesa si è trattato l’argomento, a partire dal Concilio Vaticano II che, nella dichiarazione Gravissimum Educationis, auspica un rinnovamento ecclesiale che interpreti le dinamiche della società moderna: «Pertanto, i fanciulli ed i giovani, debbono anche ricevere, man mano che cresce la loro età, una positiva e prudente educazione sessuale». Anche Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio afferma: «L’educazione all’amore come dono di sé costituisce anche la premessa indispensabile per i genitori chiamati ad offrire ai figli una chiara e delicata educazione sessuale». E Benedetto XVI, attraverso una lettera alla città e alla diocesi di Roma, è ritornato sull’urgenza di offrire ai ragazzi una “indispensabile educazione sessuale, in famiglia e a scuola».

Ha scritto Alex Corlazzoli sul Fatto Quotidiano: «A svegliare l’opinione pubblica su questo tema anziché pensarci la politica ci pensa il papa. Tutto è lasciato alla famosa autonomia delle scuole. Una sorta di ‘paravento’ che porta a risultati nefasti: pochi si preoccupano di organizzare lezioni di educazione sessuale. Resta la Rete. Restano i siti pornografici». In realtà la risposta di papa Francesco ha fatto solo un po’ di rumore che, purtroppo, subito si è spento. Paga l’ambiguità con la quale il Vaticano ha trattato l’argomento finora. Ad esempio nel 2011, in un discorso al corpo diplomatico, lo stesso Benedetto XVI della lettera citata definiva l’educazione sessuale «una minaccia alla libertà religiosa delle famiglie». E non risulta che nelle scuole cattoliche, almeno non nella maggioranza di quelle italiane, si proponga una educazione sessuale «oggettiva, come è, senza colonizzazioni ideologiche». Per non parlare della concezione opaca, negativa e impura del sesso che la Chiesa ha imposto per secoli, e non solo ai propri fedeli, tanto che oggi la visione del “sesso come dono di Dio”, proposta dal papa, fa fatica ad essere accettata e vissuta proprio da tanti cattolici, molti dei quali, presi da una sorta di talebanesimo all’occidentale, criticano e si oppongono a papa Francesco, impegnandosi per un ritorno a una sorta di concezione medievale del sesso, senza preoccuparsi delle conseguenze nefaste che già abbiamo sperimentato in passato e che questi cattolici-talebani vorrebbero perpetuare “per tutti i secoli dei secoli!”. Il resto dei cattolici, come sempre, tace!

Forse su un dato si può essere tutti d’accordo: l'educazione sessuale è un tema che, purtroppo, scandalizza e divide i cattolici. Ancora!   

Vitaliano Della Sala è parroco a Mercogliano (AV) e vicedirettore della Caritas diocesana di Avellino  

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