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Allarme femminicidi in Sudafrica: appello dei vescovi dell’Africa australe

Allarme femminicidi in Sudafrica: appello dei vescovi dell’Africa australe

«Il femminicidio è un crimine contro l’umanità»: la Commissione per la Giustizia e la Pace della Conferenza Episcopale Cattolica dell'Africa Meridionale (Sacbc) – che raccoglie i vescovi di Sudafrica, Botswana e Swaziland – lo scorso 20 settembre ha denunciato l’aumento in Sudafrica di «episodi inauditi di omicidi insensati e brutali di donne e ragazze innocenti», tra i quali segnala quelli più recenti della studentessa universitaria Uyinene Mrwetyana a Città del Capo e della campionessa di boxe, Leighandre Jegels, uccisa dal suo fidanzato, un ufficiale di polizia.

Recuperando le parole pronunciate da papa Francesco in Perù il 19 giugno 2018 – «la violenza contro le donne non può essere trattata come “normale”, mantenendo una cultura del machismo» – la Commissione Giustizia e Pace condanna in prima istanza i femminicidi in forte aumento ma, insieme, anche tutte le altre forme di discriminazione che si nascondono dietro la cultura maschilista e patriarcale sudafricana: «La rabbia nei nostri cuori e l'abuso fisico, l'abuso emotivo, l'abuso economico e l'abuso sessuale di donne e bambini».

In Sudafrica, ogni anno, 12.1 donne su 100mila sono vittime di femminicidio. Un «record spaventoso» di violazione dei diritti delle donne, denunciano i vescovi, che non si sposa bene con le ambizioni democratiche e con l’«impressionante Costituzione» del Paese, e che dimostra la lotta del Sudafrica «per superare il suo passato violento incarnato dal sistema dell'apartheid».

In Sudafrica, dicono ancora i vescovi dei tre Paesi, «le relazioni di genere e potere sono ancora distorte a favore dell'uomo. La prevalenza delle pratiche patriarcali in tutte le sfere dell'interazione umana e a livello mediatico dimostra che le donne non sono ancora trattate in modo ugualitario». La Commissione parla di vere e proprie «pratiche tossiche quotidiane», peraltro giustificate a livello istituzionale e mediatico, che impongono a livello istituzionale economico e culturale un’azione coordinata, «al fine di sradicare questa cultura deplorevole» e «arginare la marea del femminicidio. È quindi indispensabile che la leadership politica ponga la sicurezza delle donne e delle ragazze al primo posto nell'agenda nazionale».

«In quanto Commissione per la Giustizia e la Pace della Commissione episcopale dell'Africa australe», concludono i vescovi, «riteniamo che il femminicidio sia un crimine contro l'umanità e debba essere sterminato con tutti i mezzi necessari. Impegniamo le nostre chiese e scuole come luoghi sicuri per donne e bambini. Noi come Chiesa useremo le nostre liturgie, catechesi e omelie per sensibilizzare uomini e ragazzi sui mali della violenza di genere».


* Opera di Joana Coccarelli, tratta da Flickr, immagine originale e licenza, l'immagine è stata ritagliata

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