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Centocelle e Scampia: Carnevale di festa e di denuncia

Centocelle e Scampia: Carnevale di festa e di denuncia

Un Carnevale di festa e di denuncia. È quello che oggi pomeriggio attraverserà le strade di Centocelle (quartiere popolare della periferia orientale di Roma), da piazza dei Mirti (ore 15) a piazzale delle Gardenie.

Carri allegorici – uno ricorderà la Pecora elettrica, la libreria-caffetteria incendiata due volte, il 25 aprile e il 6 novembre 2019, il giorno della riapertura dopo il primo rogo – e maschere costruiti e realizzate insieme dagli attivisti degli spazi sociali e dagli abitanti piccoli e grandi del quartiere, per affermare con il sorriso che la sicurezza dei territori non la assicurano i posti di blocco delle forze dell’ordine che presidiano quartieri sempre più militarizzati, ma le persone che quei quartieri attraversano, partecipano e vivono nei parchi, per le strade, nelle piazze.

L’iniziativa è della Libera assemblea di Centocelle (Lac), assemblea popolare nata dal basso, all’indomani degli attentati incendiari che negli scorsi mesi di ottobre e novembre hanno distrutto, oltre che la Pecora elettrica, anche la pinseria Cento55 (che però è riuscita a riaprire, dopo tre mesi di lavori, il 30 dicembre) e il Baraka bistrot.

Un percorso comunitario partecipativo – comprese le fatiche determinate dalle inevitabili diversità fra i vari protagonisti dell’assemblea – di spazi sociali, collettivi politici, associazioni, comitati, reti territoriali, gruppi cattolici, qualche commerciante, tante cittadine e cittadini che a novembre, anche sull’onda dell’emotività provocata dai roghi ai locali, ha portato in strada per due «passeggiate di autodifesa e solidarietà popolare» settemila persone con lo slogan «Combatti la paura! Difendi il quartiere». E che oggi, dopo altre iniziative culturali e sociali, promuove il Libero carnevale di Centocelle.

«Centocelle da troppo tempo è stretta nella morsa della speculazione immobiliare e della gentrificazione», spiegano i componenti della Lac. «Gli attentati incendiari di questo autunno a danno di locali e librerie hanno portato alla luce un quartiere ormai oggetto di contesa tra gruppi di potere legali e illegali. Il dolore e la rabbia per gli attentati si sono trasformati in una spinta propulsiva che, in breve, ha dato vita ad una comunità libera ed indipendente fatta di realtà sociali e culturali del territorio e di singoli abitanti direttamente interessati alle problematiche del quartiere che abitano e vivono». Appunto la Libera assemblea di Centocelle.

Ad ispirare la sfilata-corteo di questo pomeriggio è stata anche l’esperienza del «carnevale sociale» di Scampia, a Napoli, raccontata direttamente dai protagonisti un paio di settimane fa, durante una serata di autofinanziamento allo spazio sociale 100celle aperte. Inventato nel 1983 dal Gridas di Felice Pignataro (Gruppo risveglio dal sonno, nome che riprende e ribalta la frase di Francisco Goya: «Il sonno della ragione produce mostri), oggi carri allegorici e maschere percorreranno anche le strade di Scampia all’insegna della «riscossa dei pappici, ovverossia tutti insieme che non c’è più tempo» Il riferimento è al proverbio napoletano «Dicette o pappice vicino a’ noce, ramm’ o tiemp’ ca te spertose» («Disse il verme alla noce: dammi tempo che ti perforo»). Spiegano da Scampia: «Come il pappicio che con tenacia e costanza riesce a perforare una noce, c’è la necessità di unirsi e ribaltare dal basso le sorti dell’umanità. Con il lavoro silenzioso che sta riqualificando dal basso le nostre città, ridonando bellezza a territori abbandonati al degrado e al malaffare, cambiando faccia agli spazi pubblici urbani nell’assenza più o meno colpevole delle istituzioni».

Parole simili a quelle della Lac: «Il Libero carnevale di Centocelle vuole essere un momento di festa e di allegoria, ma anche un’occasione per esprimere una forte presa di posizione rispetto alle condizioni di vita a cui ci costringono nel nostro territorio».

Dopo gli attentati di autunno, il «nemico» resta invisibile. Mafie? Criminalità? Speculatori immobiliari? A parte la Regione Lazio, che si è attivata per offrire sostegno alle attività commerciali colpite – ma la Lac chiede che lo spazio dell’ex Pecora elettrica venga riaperto e destinato ad attività sociali –, l’unica risposta visibile arrivata dalle istituzioni sono le automobili di carabinieri e polizia che presidiano il quartiere. Il V Muncipio non è stato in grado nemmeno di convocare un Consiglio straordinario aperto, come chiesto dai cittadini e promesso dalla sindaca.

«Con lo slogan “Combatti la paura. Vivi il Carnevale!” – spiegano dalla Lac – coglieremo l’occasione per ribadire il nostro concetto di sicurezza che è fatto di cultura, socialità, solidarietà, mutuo appoggio per rispondere ai bisogni e alle esigenze e ad ogni altro aspetto delle nostre vite, in sinergia con l’altro e la diversità».

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