Disuguaglianza estrema: anche i ricchi piangono. Appello per tassare i paperoni
In una nota diffusa oggi, Oxfam Italia rende noti i dati di un’inchiesta condotta da Survation, per conto di Patriotic Millonaires International, su 3.900 milionari dei Paesi membri del G20 e rivela che il 60% circa di loro «ritengono la presidenza Trump dannosa per la stabilità economica mondiale» e per le condizioni di vita delle persone “comuni”.
L’inchiesta, pubblicata in occasione dell’annuale World Economic Forum di Davos (19-23 gennaio) rivela inoltre che il 77% dei ricchi intervistati«denuncia l’eccessiva influenza politica dei super-ricchi», mentre il 71% di loro ritiene «che la ricchezza estrema possa essere utilizzata per condizionare in modo significativo le elezioni».
400 milionari e organizzazioni di 24 Paesi – Oxfam segnala tra loro la presenza di Mark Ruffalo, Brian Eno e Abigail Disney – hanno sottoscritto la lettera aperta “Time To Win”, con un appello rivolto ai leader riuniti a Davos, invocando un aumento della pressione fiscale sui cittadini più ricchi, compresi ovviamente loro stessi, e l’adozione di normative volte a limitare la concentrazione di ricchezze in poche mani e lo strapotere politico dei detentori di grandi capitali.
Secondo i firmatari dell’appello i milionari del pianeta, lungi dal volersi dare la zappa sui piedi, hanno capito che «la ricchezza estrema va a detrimento di tutti gli altri», e che quindi «non c’è dubbio che la società stia pericolosamente vacillando sull’orlo del precipizio». Si legge nella lettera dei “paperoni”: «Siamo stanchi di assistere a tutto ciò. Dobbiamo mobilitarci per le nostre democrazie, le nostre comunità, il nostro futuro».
«Lo scorso anno l’aumento della ricchezza dei miliardari è stato senza precedenti e oggi ai super-ricchi viene concesso totale campo libero», ha detto anche Amitabh Behar (direttore esecutivo di Oxfam International). «È oltre ogni comprensione che l’1% più ricco possieda oggi una quantità di ricchezza privata tre volte superiore a quella pubblica mondiale, un divario insensato. I governi devono invertire questa tendenza suicida e dare priorità al contrasto delle disuguaglianze, inclusa una maggiore tassazione dei grandi patrimoni».
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