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Il Consiglio Ecumenico delle Chiese sull'attacco all'Iran: preoccupazione, condanna  e richieste

Il Consiglio Ecumenico delle Chiese sull'attacco all'Iran: preoccupazione, condanna e richieste

Il Consiglio ecumenico delle Chiese è profondamente peoccupato «per i recenti attacchi militari condotti da Israele contro l'Iran e per la successiva escalation di attacchi di rappresaglia che si stanno rapidamente diffondendo nella regione». Nell’esprimere la più ferma condanna, chiede la cessazione immediate di tute le azioni militari, la protezione dei civili, la ripresa del dialogo, nonché sforzi coordinate per prevenire la pericolosa escalation. Di seguito la nota del 28 febbraio fermata dal rev. Jerry Pillay, segretario generale del CEC (o WCC, World Churches Council).

Il Consiglio ecumenico delle Chiese esprime profonda preoccupazione e condanna per i recenti attacchi militari condotti da Israele contro l'Iran e per la successiva escalation di attacchi di rappresaglia che si stanno rapidamente diffondendo nella regione.

Questa pericolosa spirale di violenza mette a rischio immediato milioni di civili, mina la sicurezza regionale e internazionale e minaccia la già fragile stabilità economica e sociale in tutto il Medio Oriente. L'intensificarsi delle ostilità mette a repentaglio vite umane, interrompe infrastrutture essenziali e accresce la paura e l'incertezza tra popolazioni che hanno già sopportato prolungati periodi di instabilità e conflitti.

Il WCC ribadisce che le controversie tra Stati devono essere risolte attraverso il dialogo, la consultazione e il rispetto del diritto internazionale. Il confronto militare e l'escalation di ritorsioni non possono portare sicurezza o pace sostenibili. Al contrario, moltiplicano la sofferenza e aumentano il rischio di una più ampia conflagrazione regionale con conseguenze globali imprevedibili.

Chiediamo:

  • Cessazione immediata di tutte le azioni militari.
  • La protezione delle popolazioni civili e delle infrastrutture critiche nel rispetto del diritto internazionale umanitario.
  • L'urgente ripresa dell'impegno diplomatico e del dialogo politico attraverso i meccanismi internazionali e regionali consolidati.
  • Sforzi internazionali coordinati per prevenire un'ulteriore escalation e ripristinare la stabilità.

Il WCC esprime la sua solidarietà e preghiera a tutti i popoli e alle chiese della regione. Esortiamo i leader politici ad agire con moderazione, responsabilità e un rinnovato impegno per la risoluzione pacifica delle controversie.

La strada da seguire deve essere quella della de-escalation, del dialogo e del rispetto della dignità umana. La violenza non garantirà il futuro della regione; solo giustizia, responsabilità e un impegno diplomatico costante possono gettare le basi per una pace duratura.

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