Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti
ROMA-ADISTA. Stiamo assistendo a una immensa tragedia dei migranti che a migliaia muoiono nel Mediterraneo. L’ennesima strage è quella della vigilia di Pasqua, il 4 aprile, al largo delle coste italiane su una imbarcazione partita dalla Libia, che si è ribaltata per le condizioni meteo avverse: ottanta dispersi e 32 sopravvissuti ,portati a Lampedusa . Lo Stato italiano, Malta e l’Unione Europea sapevano delle persone in difficoltà e non sono intervenuti. Appena il 2 febbraio scorso, un’altra tragedia in mare, causata dal ciclone Harry, con almeno mille morti in mare. È una nuova strage degli innocenti quella della vigilia di Pasqua, che va ad aggiungersi agli altri centomila sepolti in quell’immenso cimitero che è diventato il Mediterraneo (già nel 2018 il Guardian di Londra aveva pubblicato una lista di 34.361 migranti morti nel Mediterraneo).
Questo “mare nostrum” è talmente stanco di inghiottire cadaveri che li sta vomitando sulle spiagge della Calabria, Sicilia…
I vescovi della Calabria sono usciti con un documento molto duro a questo riguardo. Purtroppo sia la Ue sia il governo italiano rispondono a queste stragi radicalizzando le loro politiche razziste e criminali contro i nostri fratelli, sorelle, figli che cercano solo di realizzare un sogno di libertà, fuggendo da fame, guerre, siccità ….Di fatto, a poche ore dalla strage di Pasqua nel Mediterraneo, il governo italiano, senza dire nulla davanti a questa strage, semplicemente facendo finta di nulla, ha notificato l’ennesimo fermo dell’imbarcazione di soccorso, l’Aurora sar dell’ong Sea-Watch che pochi giorni fa, aveva salvato 44 migranti bloccati da cinque giorni sulla piattaforma Didon, impianto dismesso al largo della Tunisia e Libia.
La Ue ha firmato da poco il Patto migrazioni che entrerà in vigore il prossimo giugno. Con questa decisione la Ue si ispira a destra, con grande tripudio del presidente del consiglio italiano, che ha ispirato questo patto, che conterrà anche la lista dei ‘paesi sicuri’, fra questi c’è anche l’Egitto!
Ma altrettanto brutale è la politica razzista e criminale del governo italiano che ora sta traducendo il Patto della Ue per il nostro paese. Infatti sta preparando un ddl Migrazioni che prevede il “blocco navale” : interdizione alle navi delle Ong (per ragioni decise dal Consiglio dei Ministri) di entrare in acque italiane per portare i migranti salvati in mare (è il piano di Salvini che ritorna in auge!) E poi rilancerà con forza il progetto Albania e intensificherà la guerra contro le navi salva-vite che saranno ostacolate in mille maniere.
Poi quasi certamente, queste navi salva-vite saranno obbligate a portare i migranti salvati in Albania. Se il governo è in silenzio, tante sono le voci della Chiesa a parlare dei migranti. Mons. Giancarlo Perego, presiedente della Fondazione Migrantes: “E’ necessario un corridoio umanitario nel Mediterraneo per salvare le persone. Si pensa a un corridoio nello stretto di Hormuz per le merci, non si pensa alla tutela delle persone”. E continua chiedendo di “tagliare i legami con Tunisia e Libia “dove i migranti vengono violentati, torturati.”
Risuona la voce profetica dell’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice: “Chi è convinto di poter respingere e far affogare la gente nel Mediterraneo non può ritenersi cristiano”. E aggiunge: “Occorre oggi svegliare il sonno degli occhi di noi tutti, narcotizzati da scelte politiche che pianificano l’oblio di quanti continuano ad attraversare il mare in cerca di vita, di libertà, di pace, forti del diritto di ogni uomo e di ogni donna alla mobilità.” Il 17 aprile, con un emendamento, firmato da tutta la maggioranza, il Decreto Sicurezza è stato approvato in Senato, introducendo una norma che ha il sapore della “remigrazione” sdoganata a destra da diverso tempo. Il 24 aprile, a Napoli, verrà presentata la proposta di legge in materia, targata CasaPound, con la presenza di Gennaro Sangiuliano, ora capogruppo di FdI in consiglio regionale e Luca Marsella, presidente del comitato per la “remigrazione”.
Il digiuno di Giustizia si terrà il 23 aprile, giovedi, a Napoli, dalle ore 17 alle 18,30 in Largo Berlinguer (via Toledo) per portare il grido di sofferenza di chi riesce ad arrivare sulle nostre coste e trova solo rifiuto e leggi razziste e xenofobe.
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