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Don Tonino Bello, profeta del cielo e della terra. Un libro di Sergio Paronetto

Don Tonino Bello, profeta del cielo e della terra. Un libro di Sergio Paronetto

Tratto da: Adista Notizie n° 20 del 02/06/2018

39388 MOLFETTA (BA). «Un invito a lasciarci conquistare il cuore dalla ferma risolutezza di questo profeta, dal suo coraggio per vincere il nemico dell’uomo, dalla sua poesia che aiuta a vedere e toccare il prossimo, dalla sua contemplazione che ci permette di scegliere per non restare indifferenti e per aprire gli occhi sulle realtà di Dio, quelle del cielo e quelle della terra». Con queste parole Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, “francescano doc”, apre la sua prefazione al libro di Sergio Paronetto, Un’eredità che viene dal futuro: don Tonino Bello (edizioni la meridiana, collana “paginealtre”, Molfetta (BA) 2018, pp. 120, 14.50€, il libro può essere ordinato anche presso Adista: tel. 06/6868692; email: abbonamenti@adista.it; internet: www.adista.it). L’autore, noto al pubblico di Adista per i suoi interventi sulle nostre pagine, è attualmente presidente del Centro Studi di Pax Christi, movimento di cui è stato anche vicepresidente nazionale; fa parte del Gruppo per il Pluralismo e il Dialogo e del comitato scientifico dell’Istituto di Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea a Verona; è inoltre collaboratore di numerose testate, nonché redattore di Mosaico di pace (rivista promossa da Pax Christi, fondata da don Tonino Bello e diretta oggi dal missionario p. Alex Zanotelli). Zuppi riconosce in don Tonino Bello un precursore di papa Francesco, il quale «riprende tante espressioni e modi suoi. In realtà gli uomini del Vangelo si rassomigliano anche se sono diversissimi e gli uni aiutano a capire e seguire gli altri». Don Tonino non era «affatto un pacifista generico ma un amico della nonviolenza cosciente che la storia è luogo di conflitti. Il suo era un sogno realistico, come quelli che con tanta insistenza papa Francesco indica e persegue».

Il volume – pubblicato poco prima della visita di papa Francesco sulla tomba del vescovo di Molfetta, il 20 aprile scorso (v. Adista Notizie n. XX/18) – si divide in due grandi sezioni: nella prima, Paronetto ricostruisce l’eredità «molteplice e universale» (che è storica, civile, politica, sociale, teologica e pedagogica) dell’allora vescovo di Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi; nella seconda, invece, accosta la figura di don Tonino Bello a quella di altri profeti contemporanei della nonviolenza – Primo Mazzolari, Aldo Capitini, Giorgio La Pira, Giovanni XXIII, Lorenzo Milani, Marthin Luther King, Oscar Ro mero, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo ecc. – cui dedica specifici capitoli nei quali mette in parallelo citazioni affini del primo e dei secondi. Due capitoli sono invece dedicati a “Tonino Bello e papa Francesco”, profeti in qualche modo in continuità, un’occasione per riaccendere i riflettori sui grandi temi del magistero pacifista dei due, come la follia della guerra, la «terza guerra mondiale combattuta “a pezzi”», l’indifferenza, il «silenzio complice di Caino », la nonviolenza come «metodo politico», il primato del diritto, l’educazione alla pace, l’obiezione di coscienza, il diritto alla difesa e la «difesa popolare nonviolenta». «Sento molto stimolante la coincidenza tra il pontificato di papa Francesco e il magistero di don Tonino», chiarisce Paronetto nell’introduzione al volume. «Tra i due sono molte le vicinanze tematiche» che il presidente del Centro Studi di Pax Christi elenca, citando una sua precedente pubblicazione del 2015: «Uscire e camminare, il coraggio della pace, la “Chiesa del grembiule”, la responsabilità, il sogno di Isaia, l’etica dei volti, la comunione nelle differenze, il disarmo, la povertà, la scelta della nonviolenza, la custodia del creato e della bellezza, il realismo profetico».

L’autore, che lo ha conosciuto da vicino, non nasconde una forte nostalgia per il vescovo di Molfetta, che fu «poeta e profeta, amico dei poveri, educatore e maestro di nonviolenza, martire della pace, cantore della vita, credente credibile, testimone del Vangelo, contemplativo nell’azione». Il vescovo pacifista, secondo Paronetto, «per tutti noi è seme, segno e sogno», e abita passato, presente e futuro. È seme, come un profeta che ha percorso in profondità il ‘900 e come un «moderno padre della Chiesa»; è segno dei tempi, che accompagna e indica il cammino nell’impegno per la pace, il disarmo, la nonviolenza e la cura del creato... un faro che rischiara «la notte della violenza e dell’ingiustizia»; è infine sogno e, con lo sguardo rivolto in avanti, «ci aspetta sollecitandoci a camminare, cultore di un grande sogno diurno, esploratore di una terra inedita, di una nuova frontiera umana. Profeta di primavera, ci viene incontro dal futuro. Segno per i tempi».

Parte del fronte di copertina del libro di Sergio Paronetto, Un’eredità che viene dal futuro: don Tonino Bello (edizioni la meridiana)

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