Cuba: 11 organizzazioni internazionali lanciano un appello urgente
Undici organizzazioni della società civile internazionale, presenti a Cuba da molti anni a sostegno dello sviluppo locale e delle risposte umanitarie, hanno lanciato un appello urgente ai governi e alla comunità internazionale. Le organizzazioni, che operano secondo i principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, denunciano come la carenza di carburante stia mettendo a rischio i servizi essenziali, con gravi conseguenze per la popolazione.
Le organizzazioni chiedono un intervento immediato per rispettare il diritto internazionale, proteggere la popolazione e garantire accesso ai servizi essenziali e all’assistenza umanitaria, salvaguardando vita, diritti e dignità di tutti. «Siamo profondamente preoccupati per l’impatto della crisi energetica e della carenza di carburante sulla vita quotidiana delle comunità cubane - le parole di Federico Mei, coordinatore ARCS a Cuba - La scarsità di risorse compromette salute, cibo, acqua e istruzione, colpendo in modo più duro chi è già vulnerabile. Le restrizioni imposte dal blocco statunitense aggravano ulteriormente la crisi. È urgente che la comunità internazionale intervenga per ripristinare il rispetto del diritto internazionale, garantire servizi essenziali e proteggere la dignità di tutta la popolazione».
Firmato da ARCS - Arci Culture Solidali, CARE Cuba, CISP Desarrollo de los Pueblos, COSPE, Fundación Mundubat, Fundación ISCOD-UGT, Humanity & Inclusion, Justicia Alimentaria, Movimiento por la Paz, OIKOS Cooperação e Desenvolvimento, Solidaridad para el Desarrollo y la Paz, SODePAZ, questo è il testo dell'appello:
«Noi, organizzazioni internazionali della società civile presenti a Cuba da molti anni, impegnate nel sostegno ai processi di sviluppo locale e alla risposta umanitaria.
Operando nel rispetto dei principi umanitari di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza.
Considerate le dichiarazioni rilasciate dalle agenzie delle Nazioni Unite che avvertono del possibile collasso umanitario a causa della carenza di approvvigionamento di carburante nel Paese, con il conseguente rischio per l’erogazione dei servizi essenziali.
Osservando, attraverso la nostra presenza nelle comunità e nei municipi, come l’attuale crisi energetica e le restrizioni nella fornitura di combustibili stiano agendo da fattore moltiplicatore, incidendo in modo sproporzionato sulle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il rapido deterioramento della situazione umanitaria e per il suo impatto sulla popolazione e su settori chiave quali:
Salute
L’erogazione dei servizi ospedalieri, dell’assistenza d’urgenza, delle terapie intensive e il mantenimento della catena del freddo per vaccini, sangue e medicinali risultano compromessi e ridotti a causa della concentrazione dei servizi in specifiche località, con effetti negativi sulle popolazioni rurali, in particolare sui pazienti cronici e sui servizi di salute materno-infantile.
Sicurezza alimentare e nutrizione
La riduzione della produzione, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e le limitazioni nella disponibilità e distribuzione degli alimenti stanno incidendo sui programmi di alimentazione sociale e accrescendo la vulnerabilità nutrizionale.
Acqua, servizi igienico-sanitari e igiene
Le attività di pompaggio, stoccaggio e distribuzione dell’acqua sono state drasticamente limitate, considerando che l’84% della popolazione dipende dal sistema elettrico, con un conseguente aumento dei rischi sanitari e per la salute pubblica.
Istruzione
La continuità educativa è stata compromessa, incluso l’accesso a scuole e università e il funzionamento dei servizi di base all’interno delle istituzioni educative.
Protezione
Le condizioni di vulnerabilità sono aumentate per donne e ragazze, donne in gravidanza, persone anziane, persone con disabilità, pazienti cronici e nuclei familiari con carichi di cura. I fattori di rischio legati alla violenza di genere risultano aggravati.
Mezzi di sussistenza
Gli elevati costi di trasporto e la ridotta disponibilità di carburante stanno incidendo sulla mobilità di persone e beni, determinando l’aumento dei prezzi dei prodotti essenziali, limitando le catene di distribuzione e colpendo in particolare agricoltori e piccole imprese.
Rivolgiamo un urgente appello umanitario ai governi e alla comunità internazionale affinché adempiano ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, proteggano la popolazione civile e garantiscano il pieno accesso ai servizi essenziali e all’assistenza umanitaria, al fine di preservare la vita, assicurare l’esercizio dei diritti fondamentali e salvaguardare la dignità di tutte le persone.
Le organizzazioni firmatarie ribadiscono il proprio impegno a continuare a lavorare al fianco delle comunità, delle istituzioni locali e delle organizzazioni di base per mitigare l’impatto di questa crisi multidimensionale e sostenere la resilienza della popolazione cubana».
(per contatti, Ufficio stampa, via dei Monti di Pietralata 16, Roma 00157; francesco.verdolino@hotmail.it 3398129813)
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