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Decreto Sicurezza: p. Zanotelli chiama alla resistenza e lancia una petizione

Decreto Sicurezza: p. Zanotelli chiama alla resistenza e lancia una petizione

Il 27 novembre il Parlamento ha trasformato in legge il cosiddetto Decreto Sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini, ribattezzato “Decreto Insicurezza” dai suoi numerosi oppositori nella società civile e nell'associazionismo laico e di ispirazione cristiana per via della palese contraddizione tra gli obiettivi espliciti del decreto e gli effetti reali che invece provocherà sulla vita dei migranti e dei territori d'accoglienza.

Decreto "Insicurezza"

Il Decreto Salvini, scrive p. Alex Zanotelli, missionario comboniano a Napoli, «moltiplicherà il numero dei clandestini e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. E l’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli Sprar». Anche donne e bambini, o persone con disabilità, «che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi». Entro il 2020, aggiunge il missionario, «si prevedono oltre 130mila irregolari» destinati a rimanere in strada senza assistenza, ad ingrossare le file del caporalato e del lavoro nero nella migliore delle ipotesi, perché non ci sono mezzi economici e politici per rimpatriarli.

"Martedì Nero"

Il giorno del voto di fiducia alla Camera, dice ancora p. Alex, «sarà ricordato come il "Martedì Nero" della Repubblica italiana» perché tale dispositivo, approvato «senza una discussione parlamentare e senza la possibilità di inserire emendamenti», pone la «democrazia sotto attacco» e si dimostra in palese contraddizione con la Costituzione italiana, in quanto «nega i principi di solidarietà e di uguaglianza» che ne sono a fondamento. Gli ingredienti di questa minaccia sono molti, prosegue il missionario, e vanno dall'abolizione della protezione umanitaria al raddoppio dei tempi di “detenzione” nei Centri per il rimpatrio e allo smantellamento del virtuoso sistema per i richiedenti asilo e rifugiati Sprar. E poi, ancora, «la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione all’iscrizione del servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi»

Barbarie leghista

Questa normativa, punta il dito Zanotelli, «trasuda la “barbarie” leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia». È ingiusta perché «crea due classi di cittadini, rendendo lo “straniero” una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del “tribalismo” italiano, come lo definisce Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridica e reale. E questo conduce alla separazione e la separazione è peccato».

Il cammino della xenofobia in Italia

Il missionario non fa sconti a nessuno e riconosce che il Decreto voluto da Salvini è arrivato nelle aule parlamentari come «conclusione amara di un lungo cammino xenofobo» iniziato con la Legge Turco-Napolitano e passato per la Bossi-Fini e in ultima battuta la Minniti-Orlando. «Questo Razzismo di Stato – prosegue Zanotelli – è poi sfociato in una guerra contro le Ong presenti nel Mediterraneo», nella chiusura dei porti «in barba a leggi nazionali e internazionali». Ormai, in Italia «la legge la fa la maggioranza di turno al governo». A rischio, conclude il missionario, è il diritto, «la nostra stessa democrazia». Ed è particolarmente «grave che ora anche il Presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto. Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità»

La petizione

Su Change.org è attiva la petizione di p. Alex, indirizzata alla Corte Costituzionale, «perché dichiari il Decreto sicurezza incostituzionale»; ai giuristi, «perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte Europea di Strasburgo»; alla Conferenza Episcopale Italiana «perché abbia il coraggio di bollare questo Decreto e la politica razzista di questo governo come antitetici al Vangelo»; agli Istituti missionari, «perché facciano udire con forza la loro voce, mettendo a disposizione le loro case per “clandestini” come tante famiglie in Italia stanno facendo»; ai parroci, «perché abbiano il coraggio di offrire l’asilo nelle chiese ai profughi destinati alla deportazione»; ai responsabili di Sprar, Cas e altro, «perché disobbediscano, trattenendo nelle strutture i migranti, soprattutto donne con bambini»; ai medici, «perché continuino a offrire gratuitamente servizi sanitari ai clandestini»; alla cittadinanza attiva, «perché in un momento così difficile e buio, si opponga con coraggio a questa deriva anti-democratica, xenofoba e razzista anche con la “disobbedienza civile”».

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