Un "Appello urgente: Cuba condannata a morte"
AsiCuba Umbria (Associazione Umbra di Solidarietà Internazionalista con Cuba) sta inviando, dal 5 febbraio, a parlamentari, consiglieri, associazioni, giornalisti il seguente “appello urgente: Cuba condannata a morte”
Il Governo Trump, dopo l’assalto al Venezuela, dove pretende controllare estrazione e commercializzazione del petrolio, dopo le minacce al Messico, fornitore di petrolio a Cuba, dopo il sequestro di petroliere russe e cinesi, ora passa al blocco totale: a Cuba non deve arrivare petrolio, da nessun Paese esportatore, che sarebbe, contravvenendo al ricatto, sottoposto a sanzioni.
Significa lasciare il Paese senza energia, al buio: ospedali, case, scuole… un piano di strangolamento totale, fino a morte.
È un’aggressione economica e politica, con la risibile motivazione che Cuba sarebbe «una minaccia insolita e straordinaria… alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti».
Implicazioni giuridiche e umanitarie: un crimine contro l’umanità
Un blocco petrolifero totale equivale a:
--Genocidio, secondo la Convenzione di Ginevra: mirare deliberatamente a “sottoporre un gruppo nazionale a condizioni di vita che portino alla sua distruzione fisica”.
--Terrorismo di Stato: usare l’energia come arma contro la popolazione.
--Pirateria economica: interferire nel commercio legittimo di Paesi terzi.
Il vero messaggio è al mondo, non solo a Cuba. È al diritto, sovranità e autonomia.
Il governo statunitense pretende di punire un Paese dignitoso che non si piega alle minacce e che difende la propria indipendenza e sovranità. Pretende riportarlo all’antica ubbidienza (anzi ha già nominato Marco Rubio come prossimo presidente!)
Chiediamo che si alzino voci forti contro uno sfregio indecente e disumano al diritto internazionale. Al diritto di vivere dei cubani.
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