Nessun articolo nel carrello

A processo il colono israeliano che uccise l’attivista palestinese Awda Hathaleen. Mediterranea: «Continue violazioni dei diritti umani da Israele»

A processo il colono israeliano che uccise l’attivista palestinese Awda Hathaleen. Mediterranea: «Continue violazioni dei diritti umani da Israele»

TEL AVIV-ADISTA. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, la Procura di Stato israeliana, a più di sei mesi dall’assassinio, incriminerà per omicidio colposo il colono Yinon Levy, che lo scorso 27 luglio sparò e uccise l’attivista palestinese Awda Hathaleen nel villaggio di Umm al Kheir, in Masafer Yatta, Cisgiordania.

Il 27 luglio 2025, Yinon Levy stava scortando un bulldozer all’interno del villaggio di Umm al Kheir per costruire un nuovo avamposto sulla proprietà privata di un residente, a poche decine di metri di distanza dalle case palestinesi. Quando i palestinesi del villaggio provarono a bloccare l’avanzata del mezzo, Levy sparò due colpi con la sua pistola. Il secondo colpì al petto Hathaleen, che morì poco dopo. Ben prima dell’omicidio di Hathaleen, Levy si era reso protagonista di ripetuti e violenti attacchi contro la popolazione palestinese della Masafer Yatta. Per questo motivo, era stato sottoposto nel 2024 a sanzioni internazionali dagli Stati Uniti sotto l’Amministrazione Biden – poi rimosse nel gennaio 2025 da Donald Trump – e dall’Unione Europea, ancora in vigore.

«Nel solo 2025, i nostri attivisti sul campo – spiega Damiano Censi, coordinatore del progetto Mediterranea with Palestine di Mediterranea Saving Humans – hanno registrato e raccolto prove di 3.019 violazioni dei diritti umani nella regione della Masafer Yatta. Significa quasi 9 al giorno».

Nonostante l’incriminazione di Levy, l’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din, riporta che ben il 93,6% dei casi di crimini contro un palestinese tra il 2005 e il 2025 non giunge neanche a processo.  Mediterranea Saving Humans è presente in Masafer Yatta a sostegno della resistenza nonviolenta palestinese con azioni di interposizione nonviolenta e documentazione dei crimini e delle violazioni dei diritti umani compiute dai coloni e dalle autorità israeliane ai danni della popolazione civile palestinese.

«L’impunità di cui godono i coloni sul campo – continua Censi – ha un effetto pervasivo e devastante. Dobbiamo considerare che i coloni hanno un ruolo preciso nel piano di pulizia etnica iniziato nel 1948 e continuato con l’Occupazione di Gaza e la Cisgiordania nel 1967: compiere le azioni più violente, andando oltre quella parvenza di legalità che polizia ed esercito israeliani fanno finta di rispettare. Sotto il Governo Netanyahu, con la volontà politica di arrivare il più rapidamente possibile al completamento della colonizzazione e della pulizia etnica, i coloni si sentono e agiscono come padroni di tutto, a partire dalle vite dei palestinesi».

«Purtroppo nel quadro dell’annuncio del Governo israeliano della recente annessione di un ulteriore 50% di terra palestinese in Cisgiordania – conclude Censi – questa notizia, seppur positiva, non può che essere una foglia di fico per poter accelerare nel generale quadro di annessione. Tuttavia, dimostra anche che Israele è sensibile alle critiche e alle pressioni internazionali: Ciò ci rende ancora più responsabili. Quanto potremmo fare e non stiamo facendo?».

Yinon Levy, così come altri coloni che hanno compiuto continui atti violenti contro la popolazione palestinese, saranno oggetto dell’indagine contenuta nel rapporto annuale di Mediterranea sui crimini compiuti in Masafer Yatta. «Dimostreremo – conclude una nota di Mediterranea Saving Humans – come l’espansione coloniale israeliana e le violenze dei coloni siano possibili solo grazie alla connivenza e l’attivo sostegno delle autorità statali israeliane e ad un vasto appoggio economico internazionale».

Foto di hosny salah da Pixabay

Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.

Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!

Condividi questo articolo:
  • Chi Siamo

    Adista è un settimanale di informazione indipendente su mondo cattolico e realtà religioso. Ogni settimana pubblica due fascicoli: uno di notizie ed un secondo di documentazione che si alterna ad uno di approfondimento e di riflessione. All'offerta cartacea è affiancato un servizio di informazione quotidiana con il sito Adista.it.

    leggi tutto...

  • Contattaci

  • Seguici

  • Sito conforme a WCAG 2.0 livello A

    Level A conformance,
			     W3C WAI Web Content Accessibility Guidelines 2.0

Sostieni la libertà di stampa, sostieni Adista!

In questo mondo segnato da crisi, guerre e ingiustizie, c’è sempre più bisogno di un’informazione libera, affidabile e indipendente. Soprattutto nel panorama mediatico italiano, per lo più compiacente con i poteri civili ed ecclesiastici, tanto che il nostro Paese è scivolato quest’anno al 46° posto (ultimo in Europa Occidentale) della classifica di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa.