Da Cuba, una donna denuncia: è crimine contro l'umanità
«Da questa piccola isola, Ikay Romay, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi». Si firma così, su Facebook, l'autrice di questa "Lettera aperta al mondo",e precisamente «All'umanità intera, alle madri del mondo, ai medici senza frontiere, ai giornalisti con dignità, ai governi che credono ancora nella giustizia».
Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune. Una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l'anima straziata e le mani tremanti, perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington.
E il mondo guarda dall'altra parte.
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