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 «È il momento della vergogna!»

«È il momento della vergogna!»

NAPOLI-ADISTA. «È il momento della vergogna!». Così papa Francesco commentava nel 2021 un naufragio di migranti avvenuto sulle coste libiche, con 130 dispersi in mare. Chissà cosa avrebbe detto Francesco davanti a questa spaventosa tragedia in mare: almeno mille migranti sono morti nel Mediterraneo centrale nei giorni del ciclone Harry.

Ci troviamo di fronte alla più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale. Sappiamo solo che diverse imbarcazioni erano partite dalla Tunisia e dalla Libia, cariche di uomini, donne, bambini, nonostante la tempesta inaudita con onde di 16 metri e raffiche di vento cicloniche. Ma a questa strage se ne sono aggiunte altre: 53 morti davanti alla Libia, di cui due neonati, il 9 febbraio (per parlare solo di quelle che conosciamo).

Così il Mediterraneo diventa sempre meno il “mare nostrum” e sempre più “cimiterium nostrum”, come diceva papa Francesco, che tanto si è battuto per la dignità di questi nostri fratelli e sorelle in cerca di una speranza.

«Sono lì, in acqua, sul fondo, ormai soltanto resti», scrive la giornalista Concita De Gregorio sulla Repubblica, tra i pochi giornalisti che abbiano scritto su questa tragedia. «Gli esseri umani dei quali non sappiamo niente e di cui niente evidentemente vogliamo sapere. Nessun tg ne ha dato più che un breve cenno. Niente. Silenzio».  Solo una breve nota dell’arcivescovo Gian Carlo Perego, a nome della Fondazione Migrantes (Cei): «Ancora morti in mare nel disinteresse dell’Europa».

Evidente è il silenzio da parte del governo italiano di ultradestra come della Ue, dove ormai i governi di ultradestra dominano la scena, respingendo i migranti, soprattutto se musulmani o neri, considerati come una grave minaccia all’Occidente cristiano. È la stessa presidente del consiglio Meloni che, davanti a Trump, ha usato la parola «western nationalism», nazionalismo occidentale.

È la difesa ad oltranza dell’Occidente cristiano: una grande blasfemia. In ballo è il suprematismo bianco: noi occidentali abbiamo la civiltà, la cultura e la vera religione. Questa profonda convinzione è stata alla base del colonialismo europeo. La conseguenza di queste politiche migratorie, razziste e criminali, sia della Ue che del governo italiano, è guerra ai migranti non solo in Europa ma anche negli Usa.

In Europa basta dare uno sguardo alla nuova legislazione (il Patto) sui migranti che «svuota praticamente il diritto di asilo. Non solo cancella il diritto alla protezione, ma accelera le espulsioni e prevede l’esternalizzazione delle procedure forzate in Paesi terzi, anche se questi non hanno sottoscritto o applicano solo parzialmente la Convenzione di Ginevra», così afferma Fulvio Vassallo. Il Consiglio Europeo ha già raggiunto un accordo su molti punti controversi: una nuova lista di «Paesi sicuri» (fra questi c’è l’Egitto!)  e la possibilità di espellere i migranti in Paesi terzi. «Il rimpatrio coercitivo diventa la regola e si vuole estendere a dismisura la discrezionalità dei singoli Stati nel realizzare i rimpatri», spiega l’Asgi. A Bruxelles il governo italiano ha mantenuto le posizioni più dure contro i migranti e in Italia presenterà il nuovo disegno di Legge con cui punta ad interdire l’ingresso nelle acque territoriali alle navi salva vita delle Ong, obbligandole a portare i migranti in Albania.

È il trionfo della disumanità: non possiamo stare in silenzio!

E allora tutti insieme, credenti e no, realtà associative, uniamoci tutti per organizzare la resistenza per contrastare questa “marea nera” che rischia di travolgerci tutti.

Lancio questo appello in nome del Digiuno di Giustizia in solidarietà con i fratelli e sorelle migranti che si terrà a Napoli il 25 febbraio in Largo Berlinguer dalle ore 16,30 alle 18,30.

Foto di Aneta Hartmannová su Unsplash

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