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Il patriarca di Mosca contro Bartolomeo di Costantinopoli: non sei più il patriarca ecumenico

Il patriarca di Mosca contro Bartolomeo di Costantinopoli: non sei più il patriarca ecumenico

MOSCA-ADISTA. È arrivata il 30 dicembre la reazione del Patriarcato di Mosca alla proclamazione dell’autocefalìa della Chiesa ortodossa dell’Ucraina, un «ultimatum» in realtà, secondo il lancio dell’agenzia AsiaNews, contenuto in una lettera inviata da Kirill al patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. È stato proprio quest’ultimo - in forza dell’interpretazione del suo ruolo di primus inter pares riconosciutogli per tradizione - a proclamare il 15 dicembre scorso, nella basilica di Santa Sofia, l’indipendenza della Chiesa ucraina, fino a quel momento (e dal 1686) sotto la giurisdizione del patriarcato russo. Il patriarca di Mosca contesta l’autorità di Bartolomeo circa la concessione dell’autocefalia alle altre Chiese ortodosse locali, che deriverebbe dai canoni 9 e 17 del concilio di Calcedonia del 451Ora Mosca avverte: «Voi – si legge nella missiva il capo degli ortodossi russi al suo omologo di Istanbul – perderete per sempre la possibilità di servire all’unità delle sante Chiese di Dio e smetterete di essere il Primate del mondo ortodosso». Se non verrà annullata la decisione presa in Ucraina, Bartolomeo non potrà più ritenersi il «patriarca ecumenico» di tutta l’Ortodossia universale.

Una decisione affrettata, «l’unione degli scismatici» ucraini, che secondo Kirill è il frutto della pressione esercitata dal «processo di politicizzazione» ben «lontano dalle norme e dallo spirito dei santi canoni». Insomma, se non ci fosse in atto il conflitto fra Russia e Ucraina il risultato sarebbe stato differente e «con piena soddisfazione sia per gli ortodossi ucraini, sia per tutti gli altri ortodossi del mondo». Ora invece il problema sarà affrontare la contrarietà della «maggioranza del popolo ucraino», che, a parere di Kirill, rimarrà fedele all’unica Chiesa canonica del patriarcato di Mosca.

A Istanbul, al patriarcato di Costantinopoli, si sta per recare Epifanio, il neo eletto primate di Kiev: il 5 gennaio andrà a firmare il Tomos - il decreto ufficiale che garantisce l’indipendenza e che gli sarà consegnato il giorno dopo dalle mani di Bartolomeo - durante la Sacra Funzione di proclamazione dell’autocefalìa della Chiesa di Ucraina. Tutto ciò avverrà alla presenza del presidente ucraino Petro Poroshenko, che tanto ha spinto perché si giungesse a questo.

*Foto di Arild Vågen, tratta da Wikimedia Commons immagine originale e licenza.

 

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