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Evangelici e valdesi: «Accogliamo noi i 49 profughi della Sea Watch e della Sea Eye

Evangelici e valdesi: «Accogliamo noi i 49 profughi della Sea Watch e della Sea Eye

ROMA-ADISTA. Le Chiese evangeliche italiane pronte ad accogliere i 49 migranti a bordo della Sea Watch e della Sea Eye, le due navi delle Ong che, dopo aver salvato i naufraghi, da due settimane sono “a mollo” nel Mediterraneo, fra Malta e la Sicilia, perché i governi europei – fra cui quello italiano di Conte-Salvini-Di Maio, che per primo ha avviato la strategia della chiusura dei porti – rifiutano di farle attraccare per non accogliere poche decine di uomini, donne e bambini.

«Confermiamo il nostro sostegno alle Ong che svolgono azioni di soccorso in mare e ci rendiamo disponibili a sostenere il trasferimento e l’accoglienza dei migranti salvati dalla Sea-Watch e dalla Sea eye», dicono il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Luca Maria Negro, e il presidente della Diaconia valdese, Giovanni Comba.

«Come Fcei siamo impegnati in un partenariato con Open Arms, la Ong che nei giorni scorsi ha salvato oltre trecento persone in mare – aggiunge Negro – e oggi sentiamo nostro dovere esprimere il sostegno attivo alla altre navi impegnate in azioni di soccorso che da giorni aspettano un porto sicuro in cui attraccare». E la vicepresidente della Fcei, Christiane Groeben, il 4 gennaio, insieme alla delegazione di politici, esponenti della società civile e del volontariato, è salita a bordo della Sea Watch per chiedere con forza una rapida soluzione a quella che rischia di diventare una drammatica violazione del diritto alla protezione internazionale.

«Stiamo lavorando con i nostri partner per costruire un corridoio europeo e la città di Heidelberg e le sue chiese hanno già manifestato la loro disponibilità all’accoglienza. Siamo pronti a farci carico del trasporto dei migranti nella loro destinazione finale e a collaborare per la loro accoglienza», aggiunge il presidente Comba.

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