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450 associazioni scrivono all'Assemblea Generale ONU: “Chiediamo un'inchiesta sull'apartheid israeliana!”

450 associazioni scrivono all'Assemblea Generale ONU: “Chiediamo un'inchiesta sull'apartheid israeliana!”

  • «Avviare indagini internazionali sul regime di apartheid di Israele nei confronti dell'intero popolo palestinese, nonché sulla responsabilità penale individuale e statale associata, anche ricostituendo il Comitato speciale delle Nazioni Unite contro l'Apartheid e il Centro Contro l'Apartheid delle Nazioni Unite per porre fine all'apartheid nel 21° secolo.
  • Mettere al bando il commercio di armi e la cooperazione nel settore militare e della sicurezza con Israele.
  • Proibire qualsiasi commercio con le colonie illegali israeliane e assicurare che le aziende evitino / cessino attività commerciali con il sistema delle colonie illegali di Israele».

Sono le tre richieste dell’appello rivolto il 22 settembre all'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) da 450 organizzazioni della società civile, palestinesi e internazionali, che chiedono un’inchiesta sul’lapartheid israeliana.

«L'apartheid è un crimine contro l'umanità, che comporta una responsabilità penale individuale e la responsabilità per uno Stato di porre fine alla situazione illegale», rammenta l’appello. Che aggiunge: «Ricordiamo inoltre che, nel dicembre 2019, il Comitato delle Nazioni Unite per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD) ha sollecitato Israele ad attuare pienamente l’articolo 3 della Convenzione internazionale per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, che riguarda la prevenzione, la proibizione e l’eliminazione di tutte le politiche e le pratiche di segregazione e apartheid, su entrambi i lati della Linea verde. Come recentemente evidenziato dal Sudafrica al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, “Il CERD ha ritenuto ... che la strategia di frammentazione del popolo palestinese faceva parte di una politica e pratica di segregazione e apartheid. L'annessione sarebbe un altro esempio di totale impunità che deride questo Consiglio e violerebbe gravemente il diritto internazionale"».

Da qui la sollecitazione all’Assemblea dell’Onun di «intraprendere azioni urgenti ed efficaci», nella fattispecie quelle indicate in apertura, «per affrontare le cause profonde dell'oppressione palestinese e per porre fine all'occupazione israeliana, al blocco illegale di Gaza, all'acquisizione illegale del territorio palestinese con la forza, al suo regime di apartheid sul popolo palestinese nel suo insieme e alla prolungata negazione dei diritti inalienabili del popolo palestinese, compresa l'autodeterminazione e il diritto dei profughi palestinesi e degli sfollati di tornare alle loro case, terre e proprietà». Testo integrale dell’appello e elenco dei firmatari qui).

In merito, il ramo italiano dell’associazione BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per i diritti del popolo palestinese) informa che «i palestinesi e i sostenitori dei diritti umani stanno organizzando una settimana di azione per dare visibilità a questo appello della società civile che si oppone al regime israeliano di colonialismo e apartheid». E invita a partecipare alla mobilitazione con il seguente programma:

Oggi, «lancio della settimana di azione. Condividi la lettera aperta all'UNGA e diffondi questo appello globale all'ONU».

Giovedì 24 settembre: dalle 15 alle 17, ora italiana, unisciti al twitterstorm per denunciare la complicità delle aziende e dei governi nell'apartheid israeliana. Segui @BDSMovement e l'hashtag #UNInvestigateApartheid per i tweet e le immagini di quel giorno.

Venerdì 25 settembre: lancio del video: "Lives under apartheid” (Vite nell’apartheid).

Lunedì 28 settembre: lancio del video "Global Response to Israeli apartheid: Together we prevail” (Risposta globale all'apartheid israeliano: insieme vinciamo).

«Unisciti a noi», è la sollecitazione, e «resta in contatto e segui l'elenco delle iniziative che condivideremo sui social media. Seguite l'hashtag #EducateAgainstApartheid».

*Foto tratta da Wikipedia, immagine originale e licenza

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