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Parte dai territori italiani la consultazione dal basso sul Patto europeo per le migrazioni

Parte dai territori italiani la consultazione dal basso sul Patto europeo per le migrazioni

È partito oggi, a Pesaro, il percorso di consultazione della società civile italiana (singoli cittadini, gruppi, movimenti, associazioni…), promosso da Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), RiVolti ai Balcani, Europasilo, Italy must act, Refugees Welcome Italia, Mediterranea Saving Humans, Recosol e Stop Border Violence. Obiettivo della Campagna “Road Map, per il Diritto d’Asilo e la Libertà di Movimento. Diciamo la nostra sul Patto Europeo” è promuovere una serie di riflessioni territoriali sulle politiche migratorie europee, che convergeranno e troveranno una sintesi nell’Assemblea nazionale che si terrà prima delle elezioni europee di giugno. L’Assemblea dunque fornirà una proposta di sintesi di tutte le esperienze locali per contribuire al dibattito sulle politiche migratorie in vista dell’approvazione in Commissione UE del Patto Europeo per le Migrazioni, previsto entro il 2024.

Il manifesto

«In questo tragico vortice di sofferenza e ingiustizia che le politiche migratorie europee e italiane stanno continuando a generare – spiega il manifesto della Campagna – vogliamo costruire un’iniziativa che si propone di rinsaldare a livello territoriale un punto di vista comune, convinti che sia urgente, qui ed ora, provare a dare una risposta concreta al dolore, alla rabbia e al silenzio». Nelle intenzioni dei promotori, dunque, l’aspetto dell’«indignazione morale» e della denuncia, sebbene espresso chiaramente, lascia il posto alla formulazione di proposte, alla ricerca di una «visione alternativa» alle politiche «nazionali ed europee e in particolare al Patto Europeo per le Migrazioni», attualmente in dibattito al Parlamento UE e che la Commissione dovrà approvare entro il giugno 2024.

Il giudizio sulle politiche migratorie europee è tranchant: «Se approvati, questi testi produrranno crisi periodiche che renderanno l’Europa una cupa fortezza dove è sempre più a rischio il diritto e il livello di democrazia interna all’UE». I promotori della Campagna puntano il dito su una sorta di peccato originale di queste politiche, una «strategia profondamente sbagliata», fatta di chiusura, muri e respingimenti.

La Campagna inizia dunque dalla consultazione in “Assemblee pubbliche terrotoriali”, che rappresentano spazi di lavoro aperti alla cittadinanza affiancata da esperti (giuristi, attivisti, operatori del settore). «Questo percorso collettivo – spiega ancora il manifesto – auspichiamo possa dotarsi di strumenti in grado di “smontare la Frontiera” eretta con le nuove politiche europee, una Frontiera fisica di confine ma anche una Frontiera sociale di esclusione, attuata dalle stesse politiche che il Governo Meloni sta portando avanti in Italia precarizzando la condizione giuridica di migliaia di migranti e sistematizzando un terribile sistema di concentrazione dei richiedenti asilo, per il solo fatto di essere tali».

Leggi il comunicato

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