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Concluso il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Alessandra Trotta confermata alla guida della Tavola

Concluso il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Alessandra Trotta confermata alla guida della Tavola

TORRE PELLEICE (TO)-ADISTA. Si è concluso oggi a Torre Pellice (To) il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. L’assemblea, composta da deputati laici e pastori provenienti dalle chiese di tutta Italia (alla presenza anche degli ospiti stranieri provenienti da Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Portogallo, Stati Uniti, Svizzera) ha rinnovato la fiducia alla moderatora della Tavola valdese, la diacona metodista Alessandra Trotta, che inizia ora il suo ultimo mandato.

Al centro dei lavori sinodali hanno trovato spazio temi quali la questione carceraria, le migrazioni, le politiche territoriali e, in modo particolare, l’impegno per la pace, con l’approvazione di ben tre atti specifici. In questo quadro, il Sinodo ha dato mandato alla Tavola valdese di promuovere presso il governo italiano il riconoscimento dello Stato di Palestina. Riconoscendo inoltre la responsabilità delle religioni e dei testi biblici nell’alimentare o nel disinnescare i conflitti, durante una delle conferenze stampa dal Sinodo, è stato affermato che il fattore “R” può significare religione, ma anche “riconciliazione”. Il Sinodo, inoltre, alla luce delle consolidate relazioni ebraico-cristiane e islamico-cristiane che da decenni vedono protagoniste le chiese metodiste e valdesi, ha denunciato ogni forma di ideologia suprematista. Ha condannato le violenze di Hamas e le politiche del governo israeliano che hanno prodotto una situazione di apartheid nei Territori occupati e la devastazione della Striscia di Gaza. È stato altresì respinto con fermezza il cosiddetto “sionismo cristiano”, giudicato una distorsione biblica. Riconoscendo il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, il Sinodo chiede con urgenza il cessate il fuoco, la fine dell’occupazione, la liberazione di tutti gli ostaggi israeliani e dei palestinesi detenuti senza processo nelle carceri israeliane. Esprime inoltre vicinanza alle comunità cristiane di Palestina e sostiene i costruttori di pace e i dissidenti che scelgono la via della nonviolenza. Tutto ciò, in linea con le posizioni del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) e della Comunione mondiale di chiese riformate (Cmcr).

Tra le mozioni accolte figurano quelle della Federazione delle donne evangeliche in Italia (Fdei), con riferimento al 50° anniversario che ricorrerà nel 2026, e un altro atto specifico che impegna le chiese contro la violenza sulle donne. Un atto è dedicato al sostegno della Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei). Poi, il Sinodo ribadisce il suo impegno per i diritti delle persone detenute, per i diritti delle persone Lgbtqi+, per la tutela del clima.

Nel discorso finale dopo la sua rielezione, Alessandra Trotta ha detto: «La vita delle chiese è stata la cornice tematica in cui abbiamo ricordato il Patto che 50 anni fa ha unito le chiese valdesi e metodiste in un unico corpo, che ha accettato la sfida di vivere una piena unità insieme alla massima espressione di pluralismo; unità ed insieme valorizzazione di identità particolari, aperte alla reciproca trasformazione per una comune missione. [...] E vita delle chiese è stata la cornice in cui si è sviluppato il dibattito con cui il Sinodo ha saputo costruire, con pazienza e maturità, una forte convergenza nell’impegno sul tema della pace, in particolare di fronte all’orrore del conflitto israelo-palestinese». Nel suo discorso, Trotta ha anche sottolineato l'importanza della scelta di supportare in ogni modo chi nelle parti in conflitto rinuncia alla violenza e osa testimoniare «la possibilità della riconciliazione e la necessità della convivenza pacifica come unica strada per vivere in sicurezza. La scelta di difendere il diritto internazionale, unico baluardo contro la barbarie della legge del più forte. La scelta di proteggere ed aiutare tutte le vittime degli orrendi crimini contro l’umanità a cui si assiste impietriti ogni giorno».

Ancora, il Sinodo ha lavorato su questioni organizzative, interne, locali, nazionali e diaconali, ha sottolineato Trotta. «Vi è molta vita nelle nostre chiese, fratelli e sorelle» ha concluso la moderatora. E, sull'agenda per il prossimo anno, ha esortato a inserire «la passione per la vita, la fiducia nel futuro, il valore della misericordia, del perdono, dell’accoglienza reciproca, della condivisione; reimparando a osare un linguaggio capace di toccare e muovere le corde più profonde: il linguaggio della visione, del sogno, delle utopie, che sappia alimentare (a cominciare dai bambini e le bambine e dai più giovani) ideali positivi e passioni calde, invece che quelle fredde e violente della rabbia, del risentimento».

La Tavola valdese eletta è stata riconfermata, risulta pertanto così composta: Alessandra Trotta (moderatora), Dorothea Müller (vice moderatore), Ignazio Di Lecce, William Jourdan, Ulf Hermann Koller, Andrea Sbaffi, Davide Rostan. Alla guida dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi), riconfermato alla presidenza il pastore Luca Anziani. Per il Consiglio della Facoltà valdese di Teologia, riconfermati Lothar Vogel come decano ed Eric Noffke come vice-decano. Al vertice della Diaconia valdese, riconfermato presidente Daniele Massa.

 

Foto Daniele Vola - agenzia Nev

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