
Al grido di "corrotti", sassi e urla contro il presidente argentino e sua sorella
Karina Milei, sorella del presidente argentino Javier e segretario generale della Presidenza, è dovuta fuggire con tutta la carovana che l’accompagnava a Corrientes dalla manifestazione di chiusura della campagna di Lisandro Almirón, candidato a governatore della città per La Libertad Avanza (il partito di Milei) alle elezioni che, questa domenica 31 agosto, rinnoveranno il Parlamento locale. Il tutto in un quadro di tensione politica anche a motivo delle elezioni di metà mandato del prossimo 26 ottobre per 127 seggi su 257 alla Camera e un terzo al Senato.
Nel pomeriggio di ieri, Karina aveva appena iniziato il corteo a fianco di Almirón nel centro città, quando un gruppo di manifestanti dell'opposizione, innalzando cartelli su cui era scritto Karina alta coimera (ovvero, corruttrice, per un sospetto di tangenti su appalti per farmaci che la starebbe coinvolgendo), è arrivato sulla scena e ha iniziato a scontrarsi con coloro che sostenevano i libertari. Percorso il primo isolato, la carovana elettorale si è dovuta fermare e Karina è stata rapidamente caricata su un furgone nero che l'ha portata all'aeroporto per prendere il volo di ritorno a Buenos Aires.
È la seconda volta in poche ore che Karina assaggia la rabbia della piazza. La volta precedente era a fianco del fratello: il 27, a Lomas Zamora, alla periferia di Buenos Aires, un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre e bottiglie contro il corteo del presidente e della sorella come reazione al presunto episodio di corruzione. Javier Milei ha definito l’incidente «una situazione aberrante» «in un contesto di volgari operazioni diffamatorie».
*Foto ritagliata della Casa Presidencial El Salvador, tratta da Commons Wikimedia, immagine originale e licenza
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