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L'allarme dell'OMM sulla crisi climatica fa paura: ma la politica resta sorda

L'allarme dell'OMM sulla crisi climatica fa paura: ma la politica resta sorda

Il 23 marzo ricorre la Giornata mondiale della meteorologia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1966 per ricordare la fondazione dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) il 23 marzo 1950 e celebrare il contributo di questa scienza al benessere e alla sicurezza umana.

In occasione della Giornata 2026, l’OMM – Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di meteorologia, clima e risorse idriche – ha diffuso il report State of the Global Climate 2025, confermando che gli ultimi 11 anni (2015-2025) sono stati i «più caldi mai registrati» e che gli ultimi tre anni, in particolare, sono stati i più caldi «con circa 1,43°C sopra la media del periodo 1850-1900».

Il report dell’Organizzazione ONU ha sottolineato anche che l’aumento degli eventi estremi (siccità, ondate di calore, alluvioni, piogge intense, cicloni tropicali, ecc.) di questi ultimi anni dimostra la stretta correlazione tra clima, economie e sicurezza umana.

In occasione della Giornata mondiale della meteorologia, e in vista dell’Earth Hour 2026 (il 28 marzo 2026, alle 20.30, luci spente in tutto il mondo), anche il WWF Italia ha commentato con allarme i dati pubblicati dall’OMM. Per la prima volta dalla sua pubblicazione, il rapporto sullo stato del clima analizza lo «squilibrio energetico» della Terra tra i principali indicatori climatici. Spiega il WWF che il bilancio energetico terrestre «misura la velocità con cui l’energia entra ed esce dal sistema terrestre». In condizioni normali e stabili la quantità di energia solare in entrata e quella in uscita dovrebbero coincidere. Ma, oggi, denuncia l’organizzazione ambientalista, «l'aumento delle concentrazioni di gas serra» che intrappolano il calore «ha compromesso questo equilibrio. Lo squilibrio energetico è aumentato in particolare negli ultimi 20 anni, raggiungendo un nuovo picco lo scorso anno, nel 2025». Afferma ancora il WWF che il 91% dell’energia catturata e non rilasciata viene assorbita dagli oceani, che continuano ad accumulare calore, con i picchi record di questo 2025. Il 3% dell’energia intrappolata scalda e fonde i ghiacciai, che sciogliendosi contribuiscono all’innalzamento dei mari con un tasso sempre crescente.

Il WWF rileva, poi, che gli oceani catturano l’energia in forma di calore, ma «hanno assorbito anche circa il 29% delle emissioni antropogeniche di anidride carbonica nell’ultimo decennio», con la conseguente acidificazione delle acque marine e la minaccia a salute e sicurezza umana.

Secondo Mariagrazia Midulla (responsabile Clima ed Energia del WWF Italia), «Quello descritto dalla OMM è un quadro estremamente preoccupante», peraltro noto e quotidianamente riscontrabile. «La crisi climatica si manifesta con eventi estremi in tutto il mondo, al solito provocando i danni maggiori e più difficili da superare nei Paesi meno responsabili dell’aumento dei gas serra, ma meno in grado di far fronte agli impatti, a cominciare da quelli sui sistemi alimentari mondiali». Di fronte a tutto questo cresce la preoccupazione dei cittadini che si devono confrontare ogni giorno con le difficoltà provocate dal cambiamento climatico. Eppure la politica ignora l’allarme e rinnega l’azione climatica, ben sapendo che l’abbandono dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas) porterebbe grande giovamento alla causa climatica ma anche a quella della pace e della stabilità geopolitica. «La crisi climatica sta già minando la stabilità economica, la salute pubblica e la sicurezza globale», conclude Midulla: «Tagliare i combustibili fossili è l’unico modo per invertire questa tendenza e ricominciare a immaginare un futuro di armonia».

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