Export di armi e Legge 185/90: pacifisti auditi in Senato
Ieri, 6 maggio, la Rete italiana Pace e Disarmo (RiPD) e L’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia sono stati ascoltati in audizione dalla Commissione Permanente III Affari Esteri e Difesa del Senato, in merito all’esame della Relazione sull’export di armi italiane che ogni anno, secondo quanto prescritto dalla Legge 185 del 1990, viene presentata dal governo al Parlamento.
Ai senatori riuniti, i rappresentanti delle due organizzazioni hanno chiesto di accrescere annualmente il livello di coinvolgimento parlamentare intorno alla Relazione e alle decisioni sull’export di armamenti; interventi precisi e mirati per rendere ancora più trasparente l’export di armamenti; di rafforzare la Legge 185/90 inserendo all’art. 1 un chiaro richiamo alle prescrizioni imposte dal Trattato ATT (Arms Trade Treaty), che l’Italia ha ratificato nel 2013. Nel corso dell’audizione RiPD e OPAL Brescia hanno ribadito la contrarietà della società civile che rappresentano «alle modifiche peggiorative» ch eil governo vorrebbe apportare alla Legge 185/90 e «contenute nel DDL già approvato al Senato, che ridurrebbero la trasparenza invece di rafforzarla, e in particolare la soppressione dell’obbligo di riportare i dati sulle transazioni bancarie legate all’export militare».
«Questa audizione può diventare l’occasione, e il Parlamento ne ha tutti gli strumenti, per esercitare un vero controllo democratico sulle esportazioni di armi che la legge prevede e i cittadini si aspettano. Nel nostro intervento odierno abbiamo chiesto alla Commissione di tradurre queste indicazioni in atti concreti» hanno riferito i due portavoce Giorgio Beretta (OPAL) e Francesco Vignarca (RiPD) presenti in Senato.
Approfondisci sul sito della RiPD
Adista rende disponibile per tutti i suoi lettori l'articolo del sito che hai appena letto.
Adista è una piccola coop. di giornalisti che dal 1967 vive solo del sostegno di chi la legge e ne apprezza la libertà da ogni potere - ecclesiastico, politico o economico-finanziario - e l'autonomia informativa.
Un contributo, anche solo di un euro, può aiutare a mantenere viva questa originale e pressoché unica finestra di informazione, dialogo, democrazia, partecipazione.
Puoi pagare con paypal o carta di credito, in modo rapido e facilissimo. Basta cliccare qui!
