Deregolamentazione UE dei pesticidi: una petizione “Per la Salute, le Api e gli Agricoltori”
Con Adista abbiamo raccontato più volte i tentativi della Commissione Europea, sotto il secondo mandato della presidente Ursula von der Leyen, di smantellare la normativa europea a protezione della natura, nel più ampio disegno, sospinto dalle destre simil-Maga e dagli interessi delle lobby industriali, di smontare pezzo dopo pezzo il Green Deal europeo che, al contrario, rappresentava il fiore all’occhiello dell’azione politica comunitaria nel primo mandato di von der Leyen. Con la scusa di voler “semplificare” per rilanciare la competitività della aziende del vecchio continente, tagliando del 25% gli oneri amministrativi a loro carico (i costi sostenuti per adempiere alle prescrizioni di legge su controlli, adeguamenti, certificazioni, ecc.), la Commissione ha presentato, nel corso del 2025, nove pacchetti cosiddetti Omnibus di provvedimenti che segnano una netta retromarcia in ambiti cruciali (come agricoltura, energia, ambiente, digitale, trasporti e automotive) per la transizione green, per la lotta al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità. Che pure dovrebbero rappresentare un’esigenza improcrastinabile, in cima alle agende politiche di ogni Paese, in un pianeta febbricitante (per un approfondimento si legga “Come ti smonto il Green Deal”, di Monica Frassoni, su Adista Documenti n. 3/26).
La preoccupazione delle associazioni ambientaliste per il processo di deregolamentazione ambientale europea in corso accompagna ogni passaggio dei pacchetti Omnibus tra le Istituzioni europee.
Recentemente, a lanciare l’allarme contro il provvedimento Omnibus sui pesticidi, è sceso in campo un nutrito cartello di 40 organizzazioni della società civile europea, agricole e ambientaliste (per l’Italia aderiscono Accademia delle Erbe Spontanee, Pesticide Action Network Italy, Associazione Italiana Medici per l’Ambiente-ISDE Italia) con la mobilitazione “Per la Salute, le Api e gli Agricoltori”. Obiettivo della petizione: raccogliere quante più firme possibili e rendere manifesta così la volontà dei cittadini e delle cittadine dei 27 Stati Ue sulle norme che regolamentano l’uso dei pesticidi.
Secondo i promotori, capitanati dal Pesticide Action Network Europe, «una regolamentazione più debole sui pesticidi mette a rischio il nostro futuro». Quello che serve, invece, è «una vera protezione della salute, dell'acqua e dell'ambiente» abbandonando la chimica tossica e puntando su «metodi di coltivazione più sicura».
Sottolinea il WWF Italia, in una nota del 24 marzo che invita a firmare la petizione, che «la proposta presentata dalla Commissione Europea nel dicembre 2025, presentata come un intervento di semplificazione normativa, nasconde in realtà una pericolosa deregolamentazione». Secondo l’organizzazione ambientalista, «il provvedimento prevederebbe approvazioni illimitate nel tempo per i pesticidi con limitazioni alla capacità degli Stati nazionali di utilizzare le più recenti ricerche scientifiche per valutare il rinnovo delle autorizzazioni; estensione dei periodi di deroga per l’uso di pesticidi già vietati, fino a tre anni dopo la messa al bando; una maggiore facilità di approvazione di sostanze tossiche in nome della salvaguardia della produzione agricola».
Per il WWF Italia, che cita gli studi di PAN Europe, «almeno 49 sostanze attive e formulati dei pesticidi, tra cui acetamiprid (neurotossica per feti e bambini) e glifosato, riceverebbero immediatamente un’approvazione illimitata. L’ultimo divieto di un pesticida (il Flufenacet, una sostanza PFAS e interferente endocrino) risale a marzo 2025. Le autorizzazioni di molti pesticidi altamente tossici continuano a essere prorogate e derogate nonostante i rischi per salute, acqua e ambiente».
In buona sostanza, ancora una volta la Commissione «deregolamenta» dicendo di voler «semplificare» e questo provvedimento rappresenta «un cavallo di Troia dell’industria chimica» che «tradisce le aspettative dei cittadini europei che chiedono più ambiente e più salute». Per questo, conclude il WWF, occorre firmare, per «far sentire una voce forte e chiara ai decisori politici europei e nazionali per chiedere norme più rigorose sui pesticidi, non più deboli che metterebbero a rischio la salute pubblica e l’ambiente».
*Foto di James Baltz su Unsplash
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