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Si aggrava il bilancio di 2 naufragi al largo della Libia. Mediterranea: «Stragi conseguenza di politiche italiane ed europee»

Si aggrava il bilancio di 2 naufragi al largo della Libia. Mediterranea: «Stragi conseguenza di politiche italiane ed europee»

ROMA-ADISTA. Dieci corpi recuperati finora lungo la costa di Balkhater e Al-Qardaba nei pressi di Tobruk. 17 corpi senza vita ritrovati invece sulle spiagge nei dintorni di Tripoli. Sono le 27 vittime accertate nella mattinata odierna - lunedì 21 aprile - di due naufragi verificatisi al largo della Libia tra venerdì e sabato scorsi. Fonte delle informazioni è la locale Mezzaluna Rossa Libica ripresa da diverse agenzie e siti nordafricani. Purtroppo si stima che decine e decine siano le persone disperse.

«Nelle acque libiche donne e uomini, bambine e bambini, continuano a morire - denuncia Mediterranea Saving Humans, che sta monitorando i due casi - a est come a ovest, in Tripolitania come in Cirenaica, sotto i governi di Dbeibah e di Haftar, mentre le rispettive famiglie continuano sporchi affari, i traffici di materie prime e di carne umana, come ricordato anche ieri dalle Nazioni Unite. Sono i padrini politici delle cosiddette guardia coste libiche, in realtà milizie a cui i governi italiani e le istituzioni europee hanno affidato la cattura in mare e la detenzione a terra, in condizioni orribili, delle persone migranti». 

«Temiamo un numero di vittime molto più alto delle 27 accertate finora. Ma è difficile ottenere informazioni trasparenti dalla Libia. È invece certa la mancanza di un efficiente sistema di soccorso e ogni sforzo di queste milizie è indirizzato solo alla cattura e alla deportazione delle persone in mare. Ancora una volta non siamo di fronte a tragiche fatalità, ma alle conseguenze delle politiche italiane ed europee di chiusura di qualsiasi canale sicuro e legale d’ingresso e di collaborazione con Libia e Tunisia unicamente finalizzata al respingimento delle persone migranti» conclude Mediterranea.

 

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