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Storico: Santa Sede e Arabia Saudita firmano un accordo di cooperazione

Storico: Santa Sede e Arabia Saudita firmano un accordo di cooperazione

Tratto da: Adista Notizie n° 16 del 05/05/2018

 39348 CITTÀ DEL VATICANO-ADISTA. «Un accordo di cooperazione» che «prevede che ogni tre anni si tenga un incontro per studiare un tema» è stato firmato fra Santa Sede ed Arabia Saudita. Nella capitale Riad, il 14 aprile scorso, si è recato il presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, card. Jean Louis Tauran, accolto dal principe Mohammed Abdurrahman bin Abdulaziz, vicegovernatore della capitale, e dal segretario della Lega musulmana mondiale (Lmm), lo sceicco Muhammad Abdul Karim Al-Issa. Presenti, nella delegazione vaticana, il segretario dello stesso dicastero, il comboniano Miguel Ángel Ayuso Guixot, e il capo-ufficio per l’Islam, mons. Khaled Akasheh, i quali, ripartito Tauran, sono rimasti a Riad una altro paio di giorni, fino al 20 aprile.  Gli incontri del cardinale sono stati ad altissimo livello: è stato ricevuto, nel palazzo reale, dal re Salman Bin Abd Al-Aziz; dal ministro degli Affari esteri Adil al-Jubayr e dal presidente del consiglio consultivo (al-Shura), Abdallah bin Muhammad ?l al-Shaykh.  Nell’intervista rilasciata a Vatican News il 24 aprile, il cardinale ha voluto sottolineare innanzitutto «il carattere del tutto straordinario » della visita, la prima di «un capo del dicastero della Santa Sede, in questo caso un cardinale, in Arabia Saudita» (il Paese ospita i due grandi santuari dell’Islam: La Mecca e Medina). «La monarchia saudita e Papa Francesco hanno dato il loro pieno sostegno a questa iniziativa». Molto rilevante è la copertura mediatica nel Paese mediorientale: «La mattina della mia partenza – ha reso noto – c’erano otto editoriali nella stampa araba che parlavano di quanto appena accaduto, ossia della firma dell’intesa».  Tauran ha riferito che negli scambi con i suoi ospiti si è detto allarmato rispetto «a due pericoli: il terrorismo e l’ignoranza. L’avvenire consiste nell’educazione, non ci sono altri mezzi», ha rilevato. «E su questo ho insistito molto nei miei incontri: affinché nelle scuole si parli bene dei cristiani, dei nonmusulmani e che non siano mai considerati come cittadini di “seconda classe”. Su questo occorre lavorare molto. E mi ha fatto molto piacere quando il re mi ha detto che egli riconosce l’apporto che i cristiani danno alla costruzione del Paese».  «Ho notato un desiderio, da parte delle autorità, di mostrare che anche in Arabia Saudita c’è la possibilità di discutere, e quindi di cambiare l’immagine del Paese», ha rilevato. «Ci sono molti giovani che vanno a studiare all’estero, e che tornano con altre idee. La nuova generazione può veramente aiutare in maniera efficace a “cambiare marcia” in un certo senso». Nell’attuale momento, il principe ereditario Mohammed bin Salman sta cercando di introdurre riforme profonde nel Regno saudita. In questo contesto, «c’è bisogno che si senta che c’è qualcosa che si muove. Credo che la generazione dei giovani non solo sia pronta per questo, ma abbia anche i mezzi per instaurare questo tipo di relazione. I musulmani e i cristiani sono capaci di ascoltarsi, guardarsi, lavorare e costruire qualcosa insieme. Il mondo cambia, la storia lo dimostra. Quindi – si è chiesto retoricamente – se ciò è stato possibile nei secoli passati, perché non può esserlo ora?». È in questa direzione che dovrà muoversi la prossima tappa di colloqui: «Penso che sarà un tema dedicato all’educazione. E abbiamo bisogno che tutto ciò che facciamo sia concreto: di parole e testi ne abbiamo a centinaia».  Su quanto detto dal card. Tauran nel colloquio con il segretario generale della Lega musulmana mondiale Karim Al-Issa Vatican News ha riferito il 17 aprile. «Ciò che sta minacciando tutti noi non è lo scontro di civiltà – ha detto Tauran – bensì lo scontro di ignoranze e radicalismi. Conoscersi è riconoscersi», concetto importante, questo, per sconfiggere i fondamentalismi. «In tutte le religioni – ha affermato – ci sono radicalismi. Fondamentalisti ed estremisti magari sono persone zelanti, che però purtroppo hanno deviato da una comprensione solida e saggia della religione. Inoltre, considerano quanti non condividono la loro visione come miscredenti», che devono «convertirsi o essere eliminati,  così da mantenere la purezza». Sono, ha osservato, persone fuorviate che «possono passare facilmente alla violenza nel nome della religione, compreso il terrorismo. Vengono convinte, attraverso il lavaggio del cervello, che stanno servendo Dio. La verità è che stanno solo facendo del male a se stesse, distruggendo altri, rovinando l’immagine della loro religione e dei loro correligionari».

Ma la «religione può essere proposta, mai imposta, e poi accettata o rifiutata» ed è questo, ha sostenuto il card. Tauran, «uno dei campi su cui cristiani e musulmani devono essere d’accordo», visto che «in passato c’è stata molta competizione tra le due comunità». «Tutte le religioni devono essere trattate allo stesso modo, senza discriminazioni, perché i loro seguaci, insieme ai cittadini che non professano alcuna religione, devono essere trattati equamente», «Se non elimineremo le doppie misure dal nostro comportamento come credenti, istituzioni religiose e organizzazioni, alimenteremo – ha allertato – l’islamofobia e la cristianofobia». In tale contesto, ha rilevato il cardinale Tauran, «i leader spirituali hanno un dovere: evitare che le religioni siano al servizio di un’ideologia» e saper «riconoscere che alcuni nostri correligionari, come i terroristi, non si stanno comportando correttamente. Il terrorismo è una minaccia costante, per questo dobbiamo essere chiari e non giustificarlo mai. I terrorismi vogliono dimostrare l’impossibilità di convivere. Noi crediamo l’esatto contrario. Dobbiamo evitare l’aggressione e la denigrazione»: «Ognuno – ha affermato ancora il cardinale – deve essere lasciato libero di abbracciare la religione che vuole».

* La Moschea di Al Widah a Riad, in una foto [ritagliata] del 2009 di haitham alfalah, tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza

 

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