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Europa al bivio. “Vita Pastorale” intervista Romano Prodi

Europa al bivio. “Vita Pastorale” intervista Romano Prodi

Alle elezioni si confronteranno, il prossimo 26 maggio, due visioni dell'Europa: quella ispirata ai valori della solidarietà e della coesione e quella invece propagandata da sovranismi e nazionalismi. “Due idee d'Europa” è il titolo dell'intervista – su Vita Pastorale di maggio – di Chiara Genisio al professor Romano Prodi, che della Commissione Europea è stato presidente, dal 1999, per i cinque anni “caldi” del passaggio all'Euro e dell'allargamento dell'Unione a 25 Stati membri.

L'esperienza della Brexit, afferma Prodi, ha scosso l'intero continente, di fatto rilanciando un rinnovato interesse europeista. «Si tratta di una comprensibile e logica reazione al panico che dalla Gran Bretagna si è diffuso in Europa. Se anche questa Unione così com’è non piace, si è compreso che rinunciarvi è certamente difficile e sicuramente non vantaggioso, al punto che i cittadini britannici, sempre così riottosi nei confronti della Ue, stanno chiedendosi se non sia possibile tornare sulla loro decisione».

Ci sono temi che possono essere affrontati solo insieme, ricorda Prodi: tra questi la disoccupazione, la sicurezza, l'innovazione tecnologica, il welfare e l'immigrazione, la pace e la cooperazione con Paesi in crisi come la Libia. Inoltre, dice ancora Prodi, «nessun Paese può da solo affrontare le sfide di una globalizzazione sempre più stringente, come nessun Paese può, da solo, affrontare le grandi potenze quali Cina e Usa».

Per questo l'Europa che uscirà dalle prossime elezioni dovrà essere più forte, nonostante il vento sovranista spiri sempre più minaccioso su tutto continente. Alla fine, conclude Prodi, «dobbiamo chiederci che cosa vogliamo per il nostro futuro, per quello dei nostri figli e nipoti. Personalmente, continuo a credere che il progetto originale, l’Europa casa delle minoranze, vdove realizzare una maggiore equità per tutti, resti il migliore e vada ripreso con slancio e determinazione. Per questa ragione ho proposto che la bandiera europea venga esposta, assieme a quella italiana, dai balconi e dalle finestre delle nostre case».

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