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Don Ciotti e mons. Ricchiuti: sulla Open Arms, «una provocazione impietosa e disumana»

Don Ciotti e mons. Ricchiuti: sulla Open Arms, «una provocazione impietosa e disumana»

ROMA-ADISTA. «Una provocazione impietosa e disumana». È quello che, secondo don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente nazionale di Pax Christi, sta accadendo attorno alla nave “Open Arms”, da giorni ancorata a largo di Lampedusa, ma senza la possibilità di entrare in porto. E anche se, mentre scriviamo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha autorizzato lo sbarco dei minori, la situazione complessiva non cambia.

«Quello che sta avvenendo con le 138 persone da troppi giorni stipate sulla nave “Open Arms” senza possibilità di essere sbarcate ci sembra una provocazione impietosa e disumana», spiega in una nota Ciotti e Ricchiuti, che ricordano cosa accadde esattamente un anno fa, con la nave “Diciotti”: «Un anno fa, il 22 agosto – aggiungono i presidenti di Libera e Pax Christi –, avevamo scritto: “La situazione in cui versano le 177 persone imbarcate nella nave Diciotti, a cui viene impedito di mettere piede a terra, ci retrocede – come tante altre vicende recenti e meno recenti – nel grado di civiltà e di umanità.” Oggi ci ritroviamo a dire le stesse cose per la Open Arms. E ancora oggi le persone continuano a morire in mare! Non vogliamo intrometterci nelle valutazioni della Procura né nelle questioni partitiche, in questi giorni molto tese. Vogliamo però ribadire che le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ospitalità. Fino a quando dovremmo assistere a queste impietose e disumane provocazioni? Le inadempienze della politica non possono ricadere sulle spalle degli ultimi e degli indifesi, usati oggi come strumenti di ricatto per bassi giochi di potere».

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