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Uomo di pace e di dialogo: cristiani e musulmani della Costa d’Avorio salutano l’imam Boikary Fofana

Uomo di pace e di dialogo: cristiani e musulmani della Costa d’Avorio salutano l’imam Boikary Fofana

«Condoglianze e vicinanza spirituale» sono state espresse dalla Conferenza dei vescovi cattolici della Costa d’Avorio (Cecci) alla comunità musulmana del Paese, per la scomparsa, il 17 maggio scorso, del suo leader, Cheick Aïma Boikary Fofana (presidente del Consiglio Superiore degli Imam, Moschee e Affari islamici-COSIM), morto all’età di 77 anni per complicanze incorse dopo il Covid-19. «È con profonda tristezza che la Conferenza episcopale cattolica della Costa d'Avorio ha appreso della morte di Cheick Aïma Boikary Fofana», «una grande figura nel dialogo interreligioso», ha affermato il vescovo Ignace Bessi, presidente del Cecci (Cisa, 22/5).

«Grande figura del dialogo interreligioso in Costa d'Avorio – ricorda anche l’Agenzia Fides – Cheick Aimah Boikary Fofana, affettuosamente noto come Aboubacar Fofana, è stato per lungo tempo direttore delle risorse umane in una grande banca locale. L'Imam Boikary Fofana ha svolto un ruolo decisivo nella strutturazione dell'islam moderno in Costa d'Avorio. Negli ultimi quattro decenni, ha effettivamente iniettato un vero dinamismo nella comunità, in particolare promuovendo la nascita di numerose associazioni comunitarie. Dall'indipendenza fino ad oggi, ha costantemente mostrato interesse per l'accettazione reciproca tra i musulmani e tra i musulmani e appartenenti alle altre fedi». Tanto da meritarsi il soprannome, come ha ricordato in occasione della sua morte il presidente ivoriano Alassane Ouattara, di «uomo di fede, pacificatore e di dialogo».

«Cheick Boikary – ricorda ancora la Cisa – aveva ricoperto in passato il ruolo di ambasciatore per la pace e la riconciliazione in Costa d'Avorio. Nel 2011 è stato vicepresidente della Commissione per il Dialogo sulla Verità e la Riconciliazione a seguito della crisi post elettorale del 2010-2011. Nel 2015 è stato vicepresidente della Commissione nazionale per la Riconciliazione e il Risarcimento delle vittime».

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