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La Difesa smentisce Mazzeo. Che controbatte

La Difesa smentisce Mazzeo. Che controbatte

«La notizia diffusa da alcuni mezzi di informazione secondo la quale le Forze Armate italiane sarebbero impegnate nell’esercitazione multinazionale Bright Star 2021 che si sta svolgendo in Egitto è priva di fondamento. Lo Stato Maggiore della Difesa precisa che nessun assetto militare italiano partecipa a questa esercitazione internazionale».

Queste le parole con le quali la Difesa pretende di smentire le informazioni che Antonio Mazzeo diffondeva l’11 settembre su Africa Express con il titolo "L’Italia dimentica Regeni e Zaki e partecipa a imponente esercitazione militare in Egitto"e che Adista ha rilanciato ieri. “Pretende”, si diceva, perché oggi Mazzeo elenca tutti gli indizi a dimostrazione del coinvolgimento dell’Italia nell’esercitazione Bright Star 2021.

Ecco il suo testo:

 

“La notizia diffusa da alcuni mezzi di informazione secondo la quale le Forze Armate italiane sarebbero impegnate nell’esercitazione multinazionale Bright Star 2021 che si sta svolgendo in Egitto è priva di fondamento. Lo Stato Maggiore della Difesa precisa che nessun assetto militare italiano partecipa a questa esercitazione internazionale”.

È questo il laconico comunicato emesso dall’ufficio stampa dello Stato Maggiore della Difesa il pomeriggio di domenica 12 settembre per smentire quanto da noi rivelato il giorno precedente in un articolo in Africa Express (https://www.africa-express.info/2021/09/11/italia-dimentica-regeni-e-zaki-e-partecipa-a-esercitazione-militare-in-egitto/). “Giovedì 2 settembre nella base militare egiziana Mohamed Naguib del governatorato di Marsa Matruh, al confine con la Libia, ha preso il via una grande esercitazione militare multinazionale denominata Bright Star 21, cioè Stella luminosa, dove per 21 s’intende l’anno in corso ma che pure coincide con il numero dei paese partecipanti, uno dei quali è proprio l’Italia”, riportavamo nell’articolo. “L’elenco delle 21 stelle di Bright Star è stato reso noto dal portavoce dell’esercito egiziano, il colonnello Arkan Harb Gharib Abdel Hafez: oltre ad USA ed Egitto compaiono Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (sotto accusa per i crimini commessi nel corso del sanguinoso conflitto in Yemen); il Bahrain, l’Iraq, il Kuwait e la Giordania; poi c’è il Pakistan, chiacchierato un po’ ovunque per le controverse relazioni con le milizie dei talebani afgani; diversi stati africani (Sudan, Marocco, Tunisia, Kenya, Nigeria, Tanzania). A chiudere l’elenco le forze armate di cinque paesi europei, Cipro, Francia, Grecia, Regno Unito, Spagna e Italia”.

Prendiamo atto della rapida presa di distanza del Ministero della difesa da un’esercitazione di guerra promossa dal regime del generale di Al-Sisi per rafforzare la propria immagine a livello internazionale, al via negli stessi giorni in cui sono stati resi pubblici rapporti sulle sistematiche violazioni dei diritti umani perpetrati contro i cittadini e gli attivisti egiziani da parte dell’esercito e delle forze di polizia. Crimini che hanno profondamente turbato l’opinione pubblica italiana, già colpita dall’efferato omicidio al Cairo del giovane ricercatore Giulio Regeni e della lunga e ingiusta carcerazione dello studente egiziano dell’Università di Bologna, Patrick Zaki. Pur tuttavia, lo diciamo innanzitutto al ministro Lorenzo Guerini, restiamo convinti che la “smentita” non sia sufficiente a chiudere definitivamente la querelle.

Innanzitutto, così come scrivevamo sabato 11 settembre, la fonte del nostro articolo è ufficiale: si tratta del Ministero della difesa egiziano che ha prodotto un breve video di presentazione di Bright Star 2021 in cui vengono riprodotte orribili immagini di combattimenti e bombardamenti aerei e con il manifesto-logo dei war games comprensivo dei 21 paesi partecipanti. A destra, tra l’Iraq e il Kuwait, fa bella mostra di sé proprio la bandierina italiana (il video è riprodotto in https://www.youtube.com/watch?v=oRI2iLEkLg0). L’elenco degli stati che compaiono nello screenshot del video del Ministero della difesa è stato successivamente diffuso da un gran numero di testate giornalistiche e radiotelevisive a livello internazionale (stranamente non in Italia) e non è mai stato smentito né dagli organizzatori delle esercitazioni (Egitto e Stati Uniti d’America) né dagli Stati maggiori delle forze armate indicate come partecipanti.

Esiste poi un secondo video prodotto ancora una volta dal Ministero della difesa egiziana della durata di poco meno di 4 minuti (https://www.youtube.com/watch?v=GQe-sGEKchs), in cui oltre al logo di Bright Star e alle immagini dei combattimenti c’è pure la sintesi della Cerimonia d’inaugurazione dell’esercitazione all’interno di un teatro, presumibilmente nella base “Mohamed Naguib” vicino Alessandria. In più immagini compare chiaramente la bandiera italiana accanto a quella degli altri partecipanti. In particolare al min. 0,42 è visibile un cambio di fronte dei militari portavessilli e proprio all’estrema destra c’è il tricolore. La bandiera italiana è visibile anche al minuto 0,49 quando i militari scendono dal palco. Nella seconda parte del video ci sono diverse immagini della base-comando dell’esercitazione: al min. 1.01 si vedono sventolare in alto numerose bandiere e tra esse ancora una volta c’è quella italiana. Un’altra inquadratura del tricolore è visibile dopo il min. 2,17.

L’esercito cipriota (presente con una settantina di elementi: due Squadre Operazioni Speciali, un’Unità Disastri Subacquei, quattro ufficiali osservatori di Artiglieria e unità corazzate e tre ufficiali di collegamento), sulla propria pagina web ufficiale ha pubblicato un’altra inquadratura dei pennoni e delle bandiere, in cui quella italiana è ancora più nitida, in mezzo a quella irakena e a quella kuwaitiana.

Da notare che l’immagine con pennoni e bandiere all’interno della base militare egiziana è stata successivamente riprodotta da innumerevoli testate giornalistiche (molte on line) e campeggia ancora nel comunicato stampa del Ministero della difesa della Repubblica Araba d’Egitto del 2 settembre relativo all’inizio dell’esercitazione multinazionale. (https://www.mod.gov.eg)

“Le attività di addestramento congiunto continueranno sino al 17 settembre  con la partecipazione di 21 paesi”, riporta la nota del Ministero. “Il comandante responsabile dell’esercitazione ha effettuato un intervento in cui ha ringraziato il generale Muhammad Zaki, Comandante in Capo delle forze armate, il Ministro della difesa e della produzione militare e il generale Muhammad Farid, Capo di Stato Maggiore della Difesa, nonché i paesi partecipanti”. “Bright Star 2021 è considerata una delle più grandi e più importanti esercitazioni militari a livello globale dato il livello delle forze partecipanti”, prosegue la nota. “Il direttore della parte statunitense ha espresso il suo profondo apprezzamento alle forze armate egiziane per ospitare Bright Star 2021, sottolineando come gli Stati Uniti d’America considerano l’Egitto uno dei più importanti partner strategici nella regione. I comandanti delle forze partecipanti hanno espresso la loro felicità per l’alto morale dei militari di tutti i paesi e la speranza che Bright Star 2021 possa conseguire gli obiettivi prefissati in modo da rafforzare le relazioni di cooperazione militare tra tutti gli eserciti partecipanti”.

Sempre il Ministero della difesa egiziana ha prodotto un manifesto in lingua araba con l’immagine di un’unita di pronto intervento e un cacciabombardiere, con accanto le date dell’esercitazione l’elenco dei partecipanti. L’Italia compare alla fine a destra tra il Kenya e la Spagna.

Ulteriori elementi a conferma di una presenza italiana a Bright Star 2021 compaiono pure in alcuni video e foto pubblicati dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America. In particolare il 2 settembre, a conclusione della cerimonia d’inaugurazione ufficiale dell’esercitazione, l’U.S. Central Command Public Affairs (l’ufficio Affari pubblici del Comando centrale delle forze armate USA) ha diffuso un ampio reportage fotografico dell’evento (visibile in https://www.dvidshub.net/image/6819598/exercise-bright-star-kicks-off-with-opening-ceremony-mohamed-naguib-military-base). In una foto, in particolare, sono ritratti i rappresentanti di tutti e 21 i paesi partecipanti, accanto alla rispettiva bandiera. Anche stavolta l’identità del tricolore è evidentissima, non fosse altro che si trova proprio al centro del palcoscenico, tra le bandiere e gli ufficiale di Grecia e Iraq. Per la cronaca, US Centcom sottolinea nella didascalia come la foto sia stata scattata dalla comandante Bridget Haugh di US Army.

Dulcis in fundo ancora il Comando centrale dell’Esercito USA ha prodotto un video sull’arrivo il 31 agosto ad Alessandria d’Egitto di un’unità navale con a bordo alcuni reparti della Guardia nazionale del Texas e del Minnesota per prendere parte a Bright Star 2021. (https://www.usarcent.army.mil/News/Videos/videoid/812639/dvpTag/Army/).  All’inizio del video (oggi visibile pure sul canale https://www.youtube.com/watch?v=7I8wdo2vwvU) compare un secondo logo-manifesto dell’esercitazione internazionale, il  cui screenshot offre ancora un’immagine più chiara del tricolore tra i 21 paesi partecipanti: paradossalmente la presenza dell’Italia è evidenziata in modo maggiore degli altri partner, insieme a Francia e Regno Unito.

C’è solo un modo per archiviare questa incredibile vicenda. Il ministero della difesa italiano e lo Stato maggiore, utilizzando anche i canali diplomatici della Farnesina e dell’Ambasciata italiana al Cairo, deve formalizzare al governo di Al Sisi la non partecipazione di alcun assetto militare nazionale, richiedendo contestualmente che la bandiera tricolore venga ammainata dalla base quartier generale di Bright Star 2021. Un atto coerente con quanto comunicato ieri ai media e soprattutto profondamente rispettoso dei familiari e amici di Giulio Regeni e Patrick Zaki e della volontà di giustizia e del popolo italiano.

* Foto tratta da pxhere.com, immagine originale e licenza

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