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La Francia verso il riconoscimento in Costituzione del diritto di aborto

La Francia verso il riconoscimento in Costituzione del diritto di aborto

In Francia, il 30 gennaio scorso è stato approvato in Assemblea generale (equivalente alla nostra Camera dei deputati) con 493 voti favorevoli e 30 contrari il disegno di legge volto a garantire, direttamente nella Costituzione, la libertà per le donne di abortire. L’interruzione volontaria della gravidanza in Francia è stata depenalizzata con una legge del 1975, ma non c’è nulla nella Carta fondamentale che garantisca che l’aborto è un diritto.

Per l’approvazione definitiva il ddl dovrà attendere la discussione in Senato, calendarizzata per il prossimo 28 febbraio. La legge modifica l'articolo 34 della Costituzione per includere che «la legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà delle donne di ricorrere all'aborto, che è garantita».

Il Senato, peraltro, ha una maggioranza a destra dello spettro politico, dunque non c'è alcuna garanzia che il testo venga adottato negli stessi termini. Il presidente, Gérard Larcher, fervente protestante, ha già espresso il suo disaccordo (23 gennaio): «l'aborto non è minacciato nel nostro Paese», quindi non ha senso rafforzare la protezione di questa libertà. Analogamente, il Comitato evangelico protestante per la dignità umana (CPDH) ha recentemente denunciato l'«accanimento» del governo nel perseguire questo approccio, invece di «mettere la stessa energia nel difendere la dignità di ogni essere umano».

Se il Senato adotterà il testo negli stessi termini, il presidente della Repubblica potrà decidere di ratificare la modifica costituzionale tramite referendum o convocando una riunione dell’intero Parlamento.

*Emiciclo del Senato francese. Foto di Jackintosh tratta da wikimedia Commons, immagine originale e licenza

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