Conferenza stampa di Giorgia Meloni. Don Bosco 2000: «la realtà non si cancella con i numeri falsi»
“La realtà non si cancella con i numeri falsi”: è di ieri la dura dichiarazione del presidente dell’Associazione Don Bosco 2000 di Piazza Armerina (EN), Agostino Sella, in un comunicato che riflette sulla conferenza stampa di fine anno (o meglio di “inizio” anno, visto che si è celebrata il 9 gennaio) della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Ho ascoltato con profonda amarezza l’ultima conferenza stampa della Presidente Meloni», ha detto Sella. «È stata un’esposizione fitta di dati, ma purtroppo altrettanto fitta di falsità che colpiscono dritto al cuore la verità di chi, come noi, vive ogni giorno sulla frontiera dell’accoglienza e dell’umanità».
In merito alle dichiarazioni della premier sulla questione dei migranti, aggiunge il presidente, «affermare che gli sbarchi si siano ridotti del 58% è un falso che non possiamo ignorare. I numeri dicono altro: gli arrivi sono stati circa 66.000, un dato pressoché identico a quello dello scorso anno. Non si possono dire “cavolate” agli italiani sperando che nessuno controlli. Ma ciò che fa più male non è l'errore statistico, è l’uso politico che si fa della vita delle persone. È profondamente sbagliato costruire una narrazione elettorale sulla pelle dei migranti, trasformando il dramma umano in un “business del consenso” per essere rieletti».
Alcune dinamiche relative ai flussi migratori non possono essere attribuite alla volontà e alle scelte dei governi, spiega poi Sella, accusando Meloni di arrogarsi meriti che non le spettano: «Questo esecutivo non ha ridotto nulla. Gli sbarchi non dipendono dalle scelte di un ministro o di un governo nazionale, ma da una complessa scacchiera geopolitica. La gente fugge perché nel mondo accadono tragedie quotidiane: pensiamo al Sud Sudan, alle guerre infinite che devastano interi popoli. Guerre che spesso noi occidentali, volenti o nolenti, contribuiamo a alimentare vendendo armi».
Sul dramma delle migrazioni di esseri umani occorre, chiede infine Sella, uno scatto di responsabilità civile e morale: «Chiedo alla politica un atto di onestà. Servono soluzioni lungimiranti, non slogan pronti per i social. Come associazione non resteremo in silenzio davanti a una narrazione che distorce la realtà per scopi di parte. Agli italiani va detta la verità, ai migranti va portata dignità, non cifre inventate».
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