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La futura Palestina uno Stato confessionale? Presentata una bozza della Costituzione

La futura Palestina uno Stato confessionale? Presentata una bozza della Costituzione

«La Palestina fa parte della patria araba e il popolo arabo palestinese fa parte della nazione araba. Gerusalemme è la capitale dello Stato di Palestina. Lo Stato si impegna a preservare il suo carattere religioso e a proteggere i suoi luoghi sacri islamici e cristiani, nonché il suo status giuridico, politico e storico. L'Islam è la religione ufficiale nello Stato di Palestina. I principi della Sharia islamica sono una fonte primaria per la legislazione. Il Cristianesimo ha il suo status in Palestina e i diritti dei suoi seguaci sono rispettati». È l’articolo più inquietante della bozza di Costituzione palestinese che dal 10 febbraio è sottoposto per 60 giorni alla popolazione che dovrà esprimere il suo parere. Inquietante perché disegna uno Stato non laico, monoetnico e monoreligioso, e fa il paio con la Costituzione di Israele che autodefinisce «Stato ebraico».

La bozza, di 48 pagine, è scritta in arabo ed è stata presentata durante una riunione fra il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen (Maḥmūd ʿAbbās) e il comitato incaricato di redigerla, presieduto dal consigliere Muhammad al-Hajj Qasim.

Il testo indica anche che «le istituzioni nazionali si adoperano per fornire protezione e assistenza alle famiglie dei martiri, ai feriti, ai prigionieri e a coloro che sono stati rilasciati dalle prigioni e alle vittime di genocidio e per perseguire gli autori di questi crimini davanti alla magistratura».

Il testo si inquadra nell'ambito del programma di riforme chiesto dall'amministrazione Trump. Per entrare in vigore, la Costituzione dovrà essere sottoposta a un referendum popolare e ottenere il sostegno della maggioranza. «Resta da comprendere, tra l'altro – osserva l’Ansa (17/2) – come il percorso di approvazione si leghi alle eventuali elezioni sia presidenziali che legislative dell'Autorità nazionale palestinese, avvenute l'ultima volta rispettivamente nel 2007 e nel 2006».

*Foto ritagliata di Пресс-служба Президента Российской Федерации, tratta da Wikimedia Commons, immagine originale e licenza 

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