130 organizzazioni cattoliche europee si appellano alla UE: tassare gli extra profitti ed eliminare i combustibili e
Oltre 130 organizzazioni cattoliche del nostro continente hanno firmato e inviatoli 20 maggio all’Unione Europea un appello per la “custodia del creato” intitolato “Europa, sii fedele alla nostra casa comune” (qui in italiano)in cui tra l’altro si invitano i governi a tassare gli extra-profitti delle aziende impegnate nei combustibili fossili. Fra le associazioni firmatarie italiane, segnaliamo: Movimento Laudato Si’, Caritas Europa, CIDSE, Azione Cattolica Italiana, Focsiv, diverse province gesuite, Pax Christi Italia, la Rete Ambientale Cristiana Europea (ECEN), Aggiornamenti Sociali, Associazione Giovanni XXIII, il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MeIC) e organismi come l'UISG e l'USG, in rappresentanza di oltre 600.000 religiosi e religiose.
L’iniziativa è stata promossa in occasione della Settimana Laudato Si’ ancora in corso (17-24 maggio), un progetto che invita tutti, a livello personale e a livello comunitario, a «intraprendere un’azione concreta», tipo ridurre il consumo energetico, revisionare pratiche d’acquisto, prendersi cura di un ecosistema locale, ecc.
Nell’appello fra l’altro si legge:
«Nonostante le numerose crisi globali che stiamo affrontando, questo non deve oscurare l’urgente necessità di fermare il collasso climatico proseguendo sulla strada della riduzione delle emissioni di gas serra. L’Europa si trova di fronte a una scelta cruciale: guidare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili o schierarsi con le aziende più inquinanti, responsabili della metà delle emissioni globali di carbonio.1
Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il fatto che l’UE stia attualmente smantellando la propria legislazione e voltando le spalle al suo ruolo di leader globale in materia di clima. Troppo spesso, la “semplificazione” ha portato alla deregolamentazione, ad esempio, attraverso la legislazione “Omnibus” attualmente in vigore2: ritardando gli impegni sul clima, aumentando la dipendenza dai combustibili fossili, indebolendo la dovuta diligenza e tagliando le tutele sociali e ambientali.
Alziamo la voce contro l’ingiustizia ed esprimiamo la nostra solidarietà a coloro che fuggono dalla violenza e soffrono per gli impatti della crisi climatica, dell’estrattivismo e dei conflitti alimentati dalla dipendenza dai combustibili fossili. L’UE deve ricordare i valori e i principi dei suoi fondatori: la tutela dei diritti umani e la preservazione della pace. A tal fine, è fondamentale un’azione decisa per accelerare la transizione verso fonti energetiche non fossili».
I firmatari chiedono di:
«Porre immediatamente fine a tutte le attività di esplorazione per i combustibili fossili e abbandonare rapidamente l’estrazione di carbone, petrolio e gas, come affermato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.8 Porre fine alle autorizzazioni per nuove infrastrutture per i combustibili fossili, che sono costose e rischiose. Rifiutare soluzioni illusorie come le tecnologie di rimozione del carbonio non ancora collaudate e i crediti internazionali di carbonio.
Elaborare una strategia per porre fine alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili ed eliminare gradualmente il carbone entro il 2030, il gas entro il 2035 e il petrolio entro il 2040. Definire una tabella di marcia a livello europeo per l’eliminazione graduale della produzione, dell’importazione e del consumo di combustibili fossili, in linea con i principi scientifici e di equità, e integrare tali obiettivi e tempistiche nel Contributo Determinato a livello Nazionale (NDC).
Eliminare i sussidi ai combustibili fossili e introdurre una tassa permanente sugli utili delle aziende del settore. Destinare i proventi derivanti dalle tasse sugli utili dei combustibili fossili alla transizione energetica, compreso il sostegno a misure mirate di tutela dei consumatori per garantire alle famiglie e alle imprese vulnerabili il diritto all’energia, incentivando al contempo il risparmio energetico.
Dare priorità al finanziamento di una transizione socialmente giusta nel prossimo bilancio dell’UE (Quadro Finanziario Pluriennale), in conformità con il principio di “non arrecare danni significativi”.9 Aumentare in modo massiccio gli investimenti in efficienza energetica, elettrificazione ed energie rinnovabili, nel rispetto dei diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali. Risparmiare risorse sostenendo con forza il decentramento e l’autosufficienza,10 e attuare il Fondo Sociale per il Clima. Garantire una transizione giusta per i lavoratori, la diversificazione economica, una solida protezione sociale e un dialogo sociale inclusivo.
Sostenere l’eliminazione graduale dei combustibili fossili a livello globale, fornendo finanziamenti ambiziosi e accessibili per il clima sotto forma di sovvenzioni anziché prestiti, e aumentando al contempo i fondi per l’adattamento e per la riparazione dei danni. Liberare risorse per i Paesi del Sud del Mondo da investire nell’azione per il clima, cancellando i debiti insostenibili e sostenendo una tassazione equa, anche attraverso un impegno lungimirante nei negoziati della Convenzione Fiscale delle Nazioni Unite».
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