“Difendi gli impollinatori”: una petizione nella Giornata mondiale delle api
Il 20 maggio di ogni anno si celebra la “Giornata mondiale delle api”, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 ottobre 2017 per diffondere consapevolezza tra i governi e nell’opinione pubblica mondiale sull'importanza degli impollinatori (api, farfalle, colibrì, ecc.) per gli ecosistemi e anche per la sopravvivenza umana e sulle minacce che si trovano oggi ad affrontare. Il 20 maggio è la data designata perché commemora la nascita di Anton Janša nel 1734, pioniere delle tecniche di apicoltura moderne in Slovenia.
In occasione della Giornata 2026, il WWF lancia la petizione “Difendi gli impollinatori” (firma qui), «per richiamare tutti i governi ad azioni concrete per la protezione di tutti gli insetti impollinatori». Perché «api e impollinatori non sono solo produttori di miele o simboli della natura: sono ingranaggi essenziali degli ecosistemi, protagonisti di meccanismi evolutivi complessi che rendono possibile la riproduzione delle piante e la vita sulla Terra».
Il WWF Italia lancia l’allarme: gli impollinatori in Europa stanno scomparendo, e lo fanno velocemente. «La metà delle specie è in declino e un terzo rischia l’estinzione. Un fenomeno che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza alimentare globale, considerando che il 75% delle colture alimentari dipende dall’impollinazione animale».
Nonostante le iniziative intraprese a livello europeo, accusa il WWF, «l’Italia non ha ancora avviato azioni concrete come l’adozione del suo “Piano di azione nazionale per gli impollinatori” previsto dalla Strategia Nazionale Biodiversità 2030 e azioni per rimuovere le principali cause di minaccia per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori, come ad esempio l’attuazione da parte delle Regioni delle Linee Guida per la riduzione dell’impatto dei pesticidi, disponibili dal 2015 e rimaste fino ad oggi sulla carta».
Non si tratta solo di proteggere specie animali in declino o a rischio di estinzione: la posta in gioco è molto alta e ha a che fare con la sopravvivenza del genere umano: «Difendere gli impollinatori significa difendere la nostra vita», dichiara Eva Alessi (responsabile sostenibilità del WWF Italia) nella nota che accompagna il lancio della petizione. «Questi insetti, infatti, garantiscono anche la riproduzione di circa il 90% delle piante selvatiche da fiore, sostenendo gli ecosistemi da cui dipendiamo».
In Italia il prezioso equilibrio tra impollinatori ed ecosistema è minacciato da diversi fattori: agricoltura intensiva, cementificazione e pesticidi tossici per api. Questo ultimo punto desta particolare allarme, accusa il WWF Italia: «Nonostante i divieti europei, in Italia persistono deroghe che ne consentono ancora l’utilizzo». Il risultato di tutti questi fattori, che possono essere regolati da politiche più attente, «è un danno enorme anche sul piano economico: il valore dell’impollinazione è stimato in oltre 22 miliardi di euro l’anno in Europa e 3 miliardi in Italia, un patrimonio che stiamo progressivamente mettendo a rischio». Da qui l’iniziativa della petizione “Difendi gli Impollinatori”: l’organizzazione ambientalista raccoglie le adesioni del pubblico per invitare il governo a «un cambio di passo deciso e immediato. In primo luogo, è urgente attuare pienamente la Strategia Nazionale Biodiversità 2030 che prevede interventi concreti per il recupero degli habitat naturali da cui gli impollinatori dipendono per sopravvivere. È quindi fondamentale che venga adottato un efficace Piano Nazionale di Ripristino della Natura in attuazione del Regolamento UE 1991/2024, garantendo adeguate risorse finanziarie per la sua attuazione».
Un cambio di passo radicale va operato secondo il WWF Italia nel settore agricolo, accompagnando un processo di «transizione agroecologica, promuovendo pratiche sostenibili e aumentando in modo significativo la superficie agricola coltivata con metodo biologico», «per produrre cibo sano senza compromettere la biodiversità». Occorre poi «porre fine all’uso di pesticidi dannosi per api e impollinatori, eliminando definitivamente le deroghe ancora presenti per i pesticidi vietati dalla UE».
La nota si chiude con un appello «ad agire subito: firmare la petizione è un gesto concreto per chiedere politiche efficaci e difendere il nostro futuro».
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